| Le Organizazioni Sindacali reggine a colloquio con il Presidente Napolitano
Nel
corso della sua visita a Reggio Calabria, il presidente Napolitano ha
incontrato in Prefettura anche i
segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil.
Abbiamo
avvicinato il segretario provinciale
della Cisl reggina, Pino Pitarella, componente della delegazione, per
approfondire l’argomento.
Com’è andata?
Bene,
molto bene. Abbiamo colto grande attenzione e disponibilità da parte del
presidente Napolitano per i molteplici ed annosi problemi che affliggono il
nostro tessuto sociale ed economico. Siamo certi che perorerà nelle
opportune sedi le nostre richieste, che
non lo hanno di certo colto impreparato.
Quali argomenti avete
trattato?
Il
lavoro, innanzitutto. Abbiamo
rappresentato l’atavica difficoltà di migliaia di reggini di poter esercitare in loco il diritto al
lavoro, senza dover emigrare verso altri lidi del centro nord Italia. Del pari
abbiamo posto l’accento sulle incognite collegate al lavoro precario e sulle
insidie del lavoro nero.
…….poi
I
grani del rosario sono purtroppo molteplici. Dopo il lavoro in cima ai pensieri
dei calabresi c’è la salute. Il sistema sanitario calabrese desta molte preoccupazioni nella popolazione
locale. Tanto da indurli ad emigrare
verso strutture del centro nord, capaci di offrire migliori servizi
sanitari. Le risorse finanziarie
comunque ingenti vanno razionalizzate ed ottimizzate, in maniera da far
crescere il numero dei centri di eccellenza, che indubbiamente esistono ma che
si contano sulle dita di una mano. Abbiamo altresì posto l’accento sugli
atavici ritardi in materia di infrastrutture stradali, marittime, aeroportuali, etc.
Immagino abbiate parlato anche di criminalità organizzata?
Indubbiamente. Abbiamo messo in evidenza l’esigenza
indifferibile per i calabresi onesti, che non sono omertosi, come qualcuno
vorrebbe far credere, di avere fulgidi
esempi soprattutto da chi li amministra.
Non solo. Servono risorse finanziarie
ed umane per potenziare quanti sono in prima linea al fianco dei calabresi
onesti: le forze dell’ordine e la magistratura.
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