Rosi Perrone: “La politica abbia coraggio: resti fuori dalla sanità”

Discussa una proposta unitaria per la finanziaria 2019 e una politica socio-sanitaria per la Metrocity.

Si è tenuto nella sede provinciale della Cisl, un incontro per approfondire temi socio-sanitari inerenti alla città metropolitana; quest’ ultimi trattati e discussi attraverso un importante contributo della segretaria regionale CISL politiche socio-sanitarie, Rosaria Miletta, e per discutere la proposta unitaria nazionale per la legge di bilancio del 2019. Un confronto aperto al dibattito per capire meglio la struttura istituzionale e burocratica del sistema sanitario nazionale, e dunque per comprendere criticità e specificità dell’apparato regionale e locale. Si sono gettate le basi per una nuova e più ragionevole visione sulla politica socio-sanitaria da proporre o da sollecitare, al tavolo di contrattazione con il management e l’organismo commissariale della sanità reggina. Una buona sanità avrebbe certamente ricadute positive sul territorio. Non solo in termini di servizi, ma anche dal punto di vista economico ed occupazionale, una buona gestione e soprattutto un’efficiente politica socio-sanitaria potrebbe contribuire a far uscire dalle secche il tessuto sociale della città Metropolitana. Rosi Perrone è convinta che la ricetta – con alte dosi di coraggio – sia a portata di mano: “La politica dovrebbe restare fuori dalla sanità”.

Proprio Rosi Perrone, Segretaria generale UST CISL si è poi soffermata per grandi linee, sulla proposta unitaria, relativa alla finanziaria 2019 che non ha convinto le tre sigle sindacali. Una manovra – attenzionata in alcuni punti durante la giornata di approfondimento voluta dalla CISL di Reggio Calabria – nata senza un confronto con le parti sociali e che non ha tenuto conto delle vere esigenze di crescita del sistema Paese. Al netto di una considerazione diffusa che ha riguardato l’approccio istituzionale ed economico con l’Europa – pilastro fondamentale e soprattutto imprescindibile per la democrazia e per la pace tra gli Stati – si è evidenziato che così com’è, l’Unione europea non va bene. Va’ cambiata e occorre che essa faccia scelte diverse. Meno austerità e più crescita, è questa la strada da seguire. C’è la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, affinché vi sia un reale superamento di politiche restrittive che in Italia, come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile. La manovra – secondo CGIL, CISL e UIL non valorizza investimenti importanti, ma riguarda la spesa corrente, e soprattutto per quanto concerne il Sud, necessita che gli venga riconosciuto il valore strategico di collegamento geopolitico ed economico tra Europa e Mediterraneo.

Un passaggio importante Perrone lo ha dedicato al reddito di cittadinanza, ribadendo cautela nel caso in cui dovesse creare mero assistenzialismo. Ma secondo a proposta, c’è una reale e concreta apertura a trovare strumenti alternativi e risolutivi che possano essere utilizzati come arma contro la povertà. L’avvio del REI (Reddito di inclusione) ha rappresentato un evento molto importante per il nostro Paese che si è finalmente dotato di una misura nazionale, strutturale ed organica di contrasto alla povertà. L’esperienza del REI non può essere disperso anzi deve essere confermata e rafforzata per il suo valore di inclusione anche nell’annunciato reddito di cittadinanza di cui oggi non si conoscono le caratteristiche.

“Il Governo deve assolutamente confrontarsi con i corpi intermedi – ribadisce Perrone – e deve operare secondo un principio di democrazia partecipata. Deve allontanarsi dall’ imbuto virtuale dentro al quale si è infilato. Lo deve per dettame costituzionale, Palazzo Chigi deve dialogare con le rappresentanze; e questa forma di isolamento nuoce all’intero Paese.” E ancora – “Vogliamo capire meglio la quota 100 per quanto riguarda il sistema previdenziale e vogliamo mettere sostenere una forma di pensione contributiva di garanzia per i giovani”. Chiosa Rosi Perrone: “Insomma, mentre negli altri Paesi europei, i giovani e il loro futuro, grandi opere e gli investimenti in innovazione, ricerca, tecnologia e robotica sono in cima alle priorità di governo, questo esecutivo mira a soffocare il progetto TAV; ha cercato di farlo con il TAP e non punta alle reali leve di sviluppo che potrebbero rilanciare l’Italia come quello delle infrastrutture e lavoro”.

E’ in programma per la fine del mese un’assemblea unitaria CGIL, CISL e UIL.

 

Reggio Calabria, lì 09/11/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

CISL: Esecutivo Ust, sul tavolo emergenza Sanità e altri temi sferzanti

Si sono svolti ieri presso la sede UST di Reggio Calabria i lavori del comitato esecutivo CISL, guidato da Rosi Perrone, e al quale hanno preso parte i segretari generali di federazione ed i presidenti delle associazioni e del sistema servizi. Sono state tracciate le linee guida rispetto all’azione sindacale da intraprendere, su un tema che non ha mai superato lo status emergenziale al quale è stato relegato, per anni, da management e politiche miopi. Lo scopo dell’esecutivo della Cisl Metropolitana è quello di non abbassare la guardia su un aspetto troppo importante e di straordinario valore per la vita di tutti i giorni dei cittadini reggini. Dopo l’annuncio della costituzione di una ‘Task Force’ socio-sanitaria con i segretari generali di federazione, venerdì si è avviata una programmazione di interventi ed iniziative, mirata a sollecitare il commissario dell’Asp e soprattutto l’apparato dirigente, responsabile delle scelte strategiche nel campo sanitario. Non si può navigare a vista in un mare colmo di ostacoli e criticità – il messaggio unanime dell’esecutivo.  Dal disagio relativo alla questione delle strutture psichiatriche, agli ospedali spoke di Locri e Polistena, al progetto ancora embrionale dell’ospedale della Piana, alla Casa della salute di Scilla e di Siderno, per non parlare delle difficoltà che lambiscono anche il grande Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Sbloccare il piano assunzioni e dare strumenti validi per poter operare con serenità al comparto sanitario. Mettere fine all’emergenza precari. Avviare infine, i lavori per la costruzione delle opere ospedaliere, per incentivare il livello occupazionale e soprattutto l’edilizia sanitaria. Rendere efficienti le strutture territoriali già esistenti per non rendere periferici anche i disagi e i bisogni di chi vive in provincia e ha oggettive difficoltà di mobilità urbana. Valorizzare e mettere al servizio dei cittadini metropolitani una sanità di qualità che valorizzi il sistema pubblico/privato Rosi Perrone è stata categorica: occorre invertire la rotta su queste questioni e su tutte quelle che ingessano e paralizzano l’apparato sanitario dell’intera area metropolitana. Per l’esecutivo UST CISL, il tempo delle parole si è esaurito, adesso ci si aspetta un piano di interventi risolutivi ed efficaci che la Cisl metropolitana perseguirà e monitorerà, mettendo in campo nel breve periodo, iniziative pubbliche di protesta legate alle reali esigenze che provengono dalla sanità metropolitana. Ma non solo sanità sul tavolo del direttivo anche tanti temi scottanti, edilizia scolastica, infrastrutture, forestali, precariato e futuro dei lavoratori ex lsu/lpu, lavoro e Città Metropolitana, la quale non ha ancora, incredibilmente, ricevuto le deleghe dalla Regione. Evidentemente, la Metrocity non ha ancora assunto la consapevolezza delle proprie potenzialità – questo è ciò che emerge dal direttivo metropolitano. Non è ancora riuscita a strutturare una ‘visione di insieme’, circa gli investimenti necessari al lancio della Zes, e soprattutto sulle prerogative che la metrocity dovrebbe avere nell’ Area dello Stretto come trait d’union tra Europa e Mediterraneo, ambito nel quale trova la sua collocazione naturale il Porto di Gioia Tauro, principale trashipment e snodo imprescindibile di sviluppo. La metrocity di Reggio Calabria che ha una posizione geografica strategica dunque al centro di un programma di ripresa del territorio e della Calabria. Temi sensibili e di straordinaria attualità all’ordine del giorno del comitato esecutivo Cisl che si sono incastonati perfettamente nella proposta unitaria Cgil Cisl Uil nazionale per la legge di bilancio 2019, il cui contenuto legato ai temi emergenziali territoriali sarà oggetto di dibattito durante le assemblee che si terranno sui luoghi di lavoro nei prossimi giorni.

 

Reggio Calabria, lì 28/10/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

COMUNICATO ANOLF CISL REGGIO CALABRIA

Conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa”, stipulato tra: l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, l’ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Reggio Calabria ed ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Messina.

 

Si terrà lunedì 22 ottobre alle ore 9.00, presso la sala conferenze dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” in Reggio Calabria, la conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa” stipulato tra l’Ateneo, nella persona del Magnifico Rettore Salvatore Berlingò, l’Anolf di Reggio Calabria, rappresentata dal Presidente Mohamed El Ghouazi e l’Anolf di Messina, nella persona del Presidente Avv. Carlo Mastroeni.

Il Protocollo di durata triennale, sancisce l’impegno delle parti in merito alla promozione, lo sviluppo, la progettazione locale e/o internazionale ed il consolidamento di iniziative volte alla realizzazione della “Cittadella dell’Immigrazione”, centro multifunzione destinato all’accoglienza, la formazione culturale, l’assistenza medica, fiscale e sociale dei soggetti definiti “vulnerabili”, con l’ausilio dell’osservatorio per le politiche dell’immigrazione e per le politiche sociali, che sarà presente nel centro di cui sopra.

L’accordo tra l’Università e le strutture Anolf, da sempre impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati e nel supporto del loro percorso d’integrazione, si pone nel solco della continuità e di una sempre maggiore comunione d’intenti per il conseguimento delle proprie finalità, alla luce delle precedenti fruttuose collaborazioni.

Nota congiunta Cgil Cisl Uil: “Evitare il rischio che un modello di integrazione venga spazzato via

Siamo a fianco alla magistratura ed al contempo auspichiamo che il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, possa dimostrare ogni estraneità ai fatti contestati, oggetto dell’indagine. Ma in questa vicenda, dai tristi connotati, non possiamo tacere tutta la nostra preoccupazione, per la possibilità che si intravede all’orizzonte, di smontare e svilire un modello che umanamente e socialmente è stato indiscutibilmente virtuoso.  La nota del ministero, con la quale si specifica che i migranti dello Sprar di Riace si muoveranno solo su base volontaria – è il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere – lascia intendere che ci sia la volontà di non salvaguardare un’esperienza che ha animato un territorio ed una comunità intera. Un piccolo borgo, a forte rischio spopolamento ha potuto riattivare mestieri, scuole e un discreto livello occupazionale, proprio grazie alle nuove energie dei migranti. A Riace hanno la loro vita, e va difesa. Spostare una piccola collettività equivale a colpire l’identità di un territorio. Abbiamo sempre creduto nel progetto Riace e in ciò che esso rappresentava, al netto di nomi e proclami politici. Quest’idea di accoglienza pensiamo non debba scomparire. Se ci sono irregolarità ed errori di singoli individui è giusto che vengano verificate e punite, ma questo è un modello che funziona ed è riconosciuto da tutti; e così c’è il serio rischio che venga spazzato via.

 

Segretari generali

Gregorio Pititto – Cgil Rc

Celeste Logiacco – Cgil Gioia Tauro

Rosi Perrone – Cisl Rc Metropolitana

Nuccio Azzarà – Uil Rc Metropolitana

Rosi Perrone: “La sanità reggina cambi passo. Costituita una task force Cisl Metropolitana in difesa del diritto alla salute dei cittadini”

Non ci stancheremo mai, come organizzazione sindacale, di tenere alta l’attenzione su un tema troppo importante e di straordinario valore qual è quello della sanità reggina. Per questo, in questi giorni abbiamo costituito – come Cisl Metropolitana – una ‘Task Force’ socio sanitaria con i segretari generali di federazione. Troppe criticità condizionano, paralizzandolo, il sistema sanitario, il cui management non è riuscito ad invertire la rotta su questioni che risultano avere caratteri atavici. La Casa della salute di Scilla, e quella di Siderno per esempio, necessitano di un maggiore impegno aziendale, infatti come da noi più volte denunciato, all’ azienda sanitaria provinciale urge un cambio di passo che possa garantire efficienza dei servizi per gli utenti e soprattutto credibilità per i cittadini. Il Dipartimento Salute, parimenti, ha il dovere imprescindibile di effettuare sistematici controlli, onde evitare la corresponsabilità di tali inadempienze. Con preoccupazione, dobbiamo segnalare problematiche che rischiano di avere esiti irreversibili se non si invertirà la tendenza della Direzione Strategica dell’Azienda. Gli ospedali spoke di Locri e Polistena, vivono un periodo di generale difficoltà operativa per carenze gravi in ambito elettromedicale e soprattutto di risorse umane specialistiche predisposte ad interventi nelle varie unità operative. Ciò determina in modo oggettivo una pesante indisponibilità a garantire e gestire le varie emergenze del comparto sanitario, troppo spesso in balia del sovraffollamento senza una pianta organica adeguata numericamente a far fronte alle emergenze. Ciò determina in modo oggettivo una pesante indisponibilità a garantire e gestire le varie emergenze dell‘intero comparto sanitario.

Non si riescono a garantire i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e non si riesce ad assicurare un adeguato supporto alle Unità Operative; alcune delle quali non hanno un dirigente e molte altre sono costrette a chiudere. Risultano incomprensibili inoltre, dopo numerosi solleciti, i ritardi di riorganizzazione del personale, il quale, costantemente si trova ad operare in un regime di carenza organica e soprattutto in una condizione di sfiducia professionale. Non si procede alla messa a regime dell’atto aziendale e non si riesce a gestire la funzionalità di un programma preciso per l’organizzazione degli ospedali generali di Melito P.S. e Gioia Tauro. In ultimo, non certo per importanza, come già avvertito dai sindacati, vengono negati adeguamenti contrattuali ai dipendenti che ne hanno diritto e contestualmente pare si riconoscano emolumenti significativi in assenza di contrattazione di 2° livello, esponendo l’Azienda a contenziosi amministrativi. L’ ‘Ospedale unico della Piana’ sembra una chimera: più volte abbiamo assistito a sopralluoghi per l’avvio di un progetto da realizzare nella piana di Gioia Tauro, in sostituzione dell’ospedale spoke di Polistena e dell’assorbimento dei vari ospedali generali operanti nell’intera area. Anche il Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria non è scevro da criticità: è una struttura di Azienda Ospedaliera che necessità di un migliore adeguamento strutturale e che tenga conto dell’organizzazione complessa delle varie prestazioni che devono essere erogate in un contesto sanitario maggiormente elevato (HUB). E’ opportuno sottolineare inoltre, che per quanto concerne le Case di Cura convenzionate, vengano rivisitati tutti i livelli di prestazioni per una maggiore performance operativa per l’utenza, in attesa di una concreta riqualificazione delle strutture sanitarie pubbliche previste nel documento operativo (ATTO AZIENDALE). Il Dipartimento materno infantile ed U.O. dell’età evolutiva non è ancora adeguatamente operativo per garantire una duplice assistenza plurispecialistica, ossia, sia sulla gestante puerpera sia sul nascituro sino all’età pubere. L’auspicio è quello di configurare un diverso livello di assistenza integrato, diviso per prestazione e per carattere patologico, non trascurando il ruolo preventivo che questo servizio garantirebbe. Bisogna superare lo status che mette in relazione le strutture Hospice e l’ASP di Reggio Calabria, prevedendo il loro inserimento all’interno di quello che è il bacino della Case della Salute. Il PFA e il relativo monitoraggio non hanno trovato ad oggi, un adeguato stanziamento economico per potere avviare, in modo preciso, i vari corsi di aggiornamento in ambito sanitario, con il rischio di compromettere il perfezionamento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni di competenza, alle quali si dovrebbe aggiungere una puntuale offerta di formazione che riguardi tutto il corpo degli operatori sanitari. E rispetto a tutte esigenze è fortemente necessaria una convenzione che disciplini tutti gli aspetti tecnico-organizzativi, tra l’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Una fotografia sconcertante viene fuori dall’analisi del sistema sanitario nella provincia di Reggio Calabria dopo più di dieci anni di commissariamento. Ma analizzare la situazione desolante della sanità reggina non basta. Adesso pretendiamo fatti concreti nel rispetto della dignità della salute dei cittadini di Reggio Calabria.

Reggio Calabria lì 05/10/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria