Assemblea con il personale dei VVF di Reggio Calabria. Perrone e Mannone: “Il Corpo dei VVF garante di sicurezza, prossimità e soccorso. Và tutelato e rilanciato.”

La Cisl ha promosso un’assemblea del personale del Comando provinciale VVF di Reggio Calabria. Si è discusso di contratto specificità, modifiche dell’ordinamento e problematiche locali, con Rosi Perrone – Segretario generale UST Cisl RC, Pompeo Mannone – Segretario Nazionale FNS Cisl, Filippo Vilasi – Segretario regionale FNS Cisl, Giuseppe Roda’ – Segretario provinciale FNS Cisl e Nino Stilo rappresentante territoriale FNS Cisl.

La presenza di Mannone a Reggio Calabria, fa seguito alla manifestazione nazionale del 15 novembre, nella quale il sindacato nazionale ha avanzato le proposte al Parlamento per mettere sul tavolo alcune criticità che riguardano il comparto dei Vigili del fuoco, tra questi quello dell’equiparazione contributiva e previdenziale rispetto alle altre forze dell’ordine. Differenze inaccettabili per il Segretario nazionale FNS, che ha ribadito anche l’esigenza di ridiscutere i rinnovi contrattuali, le cui risorse previste nella nuova legge di bilancio, sono assolutamente insufficienti. Anche il tema della carenza degli organici è stata al centro della discussione nell’assemblea odierna. Mannone ha fatto diretto riferimento al principio di prossimità che riguarda il servizio dei VVF, “valore inestimabile per la comunità, in quanto si corre il rischio che alcuni cittadini non vengano coperti dagli interventi di soccorso in tempi reali, e quindi abbandonati a sé stessi.”

Rosi Perrone, che ha fatto gli onori di casa, ha evidenziato il valore straordinario del corpo dei Vigili del fuoco, “Voi garantite sicurezza e prossimità. Il vostro valore e la vostra divisa sono un patrimonio nazionale riconosciuto da tutti. Adesso il comparto ha bisogno di atti concreti. E questo governo non può tergiversare. Per questo sarò sempre al vostro fianco, e insieme a i segretari FNS Cisl, lavoreremo per avere riconosciuta la dignità che il Corpo dei Vigili del Fuoco merita.”

Vilasi (Segretario regionale FNS) chiede a gran voce “l’istituzione del polo fluviale di scalea, da qui di aggancia e lamenta la gestione del settore formazione, chiedendo anche di sollecitare la formazione di nuovi istruttori e il censimento di quelli attivi sul territorio. Sollecita l’istituzione del nucleo elicotteri regionale e incalza sul potenziamento del dispositivo di soccorso regionale, ricordando al segretario generale nazionale che fra i primi atti dall’insediamento del nuovo direttore la Cisl regionale ha chiesto, dando seguito a sollecitazioni dal territorio regino, un incontro per la valutazione di eventuali nuove sedi VVF distaccate. Conclude lamentando la pessima gestione dei centri di spesa, che invece di snellire le procedure, le ingessa portando il settore acquisti alla paralisi”.

Mentre Rodà e Stilo (FNS territoriale) ricordano al personale i risultati ottenuti dal dialogo col vecchio comandante, fra tutti la riorganizzazione del presidio di San Ferdinando, partito con la gestione dello stesso con sole tre unità di personale e in un “polilogistico”(camper) vecchio di 30 anni, e oggi divenuto grazie alla sinergia fra organizzazioni sindacali e amministrazione, una postazione di riferimento per tutte le forza dell’ordine. “C’è da sottolineare invece – continuano Stilo e Rodà – l’incomunicabilità con il dirigente attuale, comandante reggente e direttore regionale, che non ha intrapreso alcun tipo di dialogo con le OO. SS. disattendendo anche gli impegni presi sull’ avvio della mobilità”.

Infine, i rappresentanti territoriali FNS, hanno sollecitato Mannone circa l’invio di un dirigente superiore per il comando di Reggio Calabria, che per la sua importanza e complessità non può andare avanti con un “Reggente”. Stilo ha fortemente rimarcato l’importanza dell’unità sindacale, affermando che “per alcuni aspetti importanti, la non unitarietà corrisponde a personalismi, perché se si combatte per il bene comune si dovrà pur convergere su alcuni aspetti centrali per la funzionalità del corpo dei Vigili del fuoco”.

Al Segretario nazionale FNS, Pompeo Mannone sono state affidate le conclusioni, “Sono qui per sentire il punto di vista di chi con passione vive il servizio e si assume costantemente delle responsabilità importanti. Quello dei VVF è un corpo che ha dovuto affrontare sempre percorsi in salita. Tutti i Governi che si succedono alla guida del Paese, hanno sottovalutato l’essenza e il valore dei Vigili del fuoco. Voi rappresentate l’unica struttura statale, l’unica istituzione che fa soccorso, per questo deve assolutamente rafforzata con assunzioni, investimenti e risorse. Abbiamo sempre lavorato per questo e continueremo a farlo. Insieme.”

 

Reggio Calabria, lì 22/11/2018                Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

Cisl Reggio Calabria e coordinamento donne Cisl: “Sulla violenza di genere tenere sempre alta la guardia”

La violenza di genere trova spazio laddove una cultura subdola spinge una fetta di comunità a tacere e fingere che non ci sia alcun problema col sessismo nella nostra società. Non si tratta di un problema che riguarda pochi ma una questione che dovrebbe impegnare, politicamente e socialmente, tutti. Non già perché l’ONU ci ricorda che il 25 novembre è considerata come la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma perché si tratta di un fenomeno che si propaga, per la stragrande maggioranza dei casi, con episodi mai denunciati, e di conseguenza con un altissimo valore sommerso che non può essere indagato. E quando parliamo di volenza di genere ci riferiamo ad ogni gesto di violenza fondato, che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce e la coercizione o addirittura la privazione arbitraria della libertà. Per costruire una nuova cultura servono modelli, leggi, educazione e soprattutto protezione. I centri antiviolenza sono pochi e spesso brancolano nel buio di una legislazione fatiscente in materia. Abbiamo accolto positivamente per questo, la notizia della formalizzazione di un osservatorio regionale sulla volenza di genere. Occorre che venga riempito di attività, contenuti e fondi; e siamo certi che non mancherà l’input del suo coordinatore Mario Nasone e della rete costruita in merito Accanto a questo occorre la capacità istituzionale e associativa di saper fare rete, per scardinare omertà e paura, soprattutto quando ci si trova di fronte a situazioni di violenza nel nucleo familiare. La violenza di genere e intra-familiare infatti è molto diffusa, a volte in contesti familiari insospettabili e rimane spesso impunita e sconosciuta, salvo la sua manifestazione più cruenta raccontata dalle cronache. Il nostro auspicio è che il problema educativo e della sensibilizzazione non venga declinato solo ed esclusivamente al genere maschile. Anche le donne devono avere la responsabilità e la capacità di essere ‘collante’ tra agenzie educative e vittime di un disagio che fa registrare numeri allarmanti, anche a Reggio Calabria. Le istituzioni investano in politiche mirate e risorse economiche, per rafforzare i centri antiviolenza e l’Osservatorio regionale – strumento efficace di monitoraggio e studio – e noi faremo la nostra parte per mettere assieme tutte le parti sociali affinché per la prima volta, si lavori in sinergia rispetto ad un fenomeno che riguarda la quotidianità e la prossimità di chi ci sta accanto.

Nausica Sbarra – Coordinatrice donne Cisl Rc

Rosi Perrone – Segretario generale UST Cisl Rc

 

Reggio Calabria, lì 20/11/2018   Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio

Rosi Perrone: “Incomprensibile la paralisi politica su Porto di Gioia Tauro e ZES”

A distanza di mesi dagli annunci con tromboni spiegati da parte di Regione e Città Metropolitana, nulla sembra muoversi in direzione della ZES di Gioia Tauro. L’area economica speciale sembra non avere una ricaduta nel tessuto commerciale ed occupazionale del Porto della Piana e dei territori limitrofi. Sembra un’istituzione impalpabile, strutturalmente e soprattutto politicamente.

Nessuna concreta attivazione di un piano di sviluppo, e la mancanza del riconoscimento delle deleghe alla Metrocity da parte della Regione Calabria, collocano il Porto in una fase di stallo, che si contraddice palesemente con i proclami della politica su un tema che ad oggi appare violentato – è lecito domandarsi, per fini elettoralistici? –

Un tema che invece urge essere affrontato con la serietà degna di una classe dirigente all’altezza del mandato affidato dai cittadini, della Piana di Gioia Tauro in particolar modo, della metrocity e della Regione Calabria in senso più ampio. Al netto di due bellissime realtà che si muovono in controtendenza ad una sorta di apoplessia istituzionale  – come BLG Logistics, i cui i vertici della società tedesca hanno già illustrato il proprio piano di sviluppo intorno allo scalo portuale calabrese incentivando indotto e livello occupazionale, e Pippo Callipo, il quale ha deciso di investire sul Porto, prendendo in gestione un capannone di oltre 5 mila metri quadrati, con annesse aree esterne per l’immagazzinamento e lo stoccaggio della sua produzione prima di essere sdoganato – il Porto di Gioia Tauro viene completamente svilito nella sua naturale vocazione di perno geopolitico e strategico del Mediterraneo e quindi dell’Europa.

La Zes sembra essere un acronimo ‘freddo’ e senza reali prospettive. I mercati internazionali sono positivamente in fermento ma il nostro volano economico e commerciale è fuori dai flussi della Via della Seta. Non si riesce ad essere competitivi perché il management non riesce a guardare al futuro e perché non riesce ad attrarre investimenti reali. L’autorità portuale fino a quando resterà commissariata? Nulla da eccepire nel merito, al comandante Agostinelli, ma le fasi di commissariamento sono contingentate a periodi di crisi o periodi emergenziali, ma, per un pieno e assoluto sviluppo dell’attività di gestione occorre una guida che non lavori in regime di commissariamento. Ed in questo percorso istituzionale dovrebbero giocare un ruolo fondamentale Oliverio e Falcomatà. Dovrebbero aprire un tavolo con il Governo e convocando anche le parti sociali e le PMI discutere una strategia condivisa e che porti fuori dal ristagno l’ attività del Porto e la conseguente politica di gestione relativa alla Zes. Ma non si riesce a capire come mai ancora le deleghe non siano state assegnate alla Metrocity e ancora di più, non ci si capacita sul perché il Sindaco Falcomatà non alzi il livello della discussione, dopo mesi, per un ‘passaggio di consegne’ istituzionale, fondamentale per l’ente intermedio…e certo, non può bastare una voce sibillina, proveniente da un convegno in Valle d’Aosta, come richiesta al Presidente Oliverio, il quale sembra non volersi decidere ad assegnare le deleghe. Eppure Oliverio e Falcomatà appartengono allo stesso schieramento politico. Questa staticità ci preoccupa e non ci lascia tranquilli. La misura è colma. Quattro anni di amministrazione dovevano essere sufficienti per rilanciare il Porto di Gioia Tauro e,  ad oggi, rendere ‘attuativa’ la Zes .Se non si avranno risposte a breve, saranno conseguenziali azioni e manifestazioni forti  e d ‘ impatto  per sollecitare Regione e Città Metropolitana ad una presa di posizione netta e risolutiva.

Reggio Calabria, lì 18/11/2018    Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

Rosi Perrone: “La politica abbia coraggio: resti fuori dalla sanità”

Discussa una proposta unitaria per la finanziaria 2019 e una politica socio-sanitaria per la Metrocity.

Si è tenuto nella sede provinciale della Cisl, un incontro per approfondire temi socio-sanitari inerenti alla città metropolitana; quest’ ultimi trattati e discussi attraverso un importante contributo della segretaria regionale CISL politiche socio-sanitarie, Rosaria Miletta, e per discutere la proposta unitaria nazionale per la legge di bilancio del 2019. Un confronto aperto al dibattito per capire meglio la struttura istituzionale e burocratica del sistema sanitario nazionale, e dunque per comprendere criticità e specificità dell’apparato regionale e locale. Si sono gettate le basi per una nuova e più ragionevole visione sulla politica socio-sanitaria da proporre o da sollecitare, al tavolo di contrattazione con il management e l’organismo commissariale della sanità reggina. Una buona sanità avrebbe certamente ricadute positive sul territorio. Non solo in termini di servizi, ma anche dal punto di vista economico ed occupazionale, una buona gestione e soprattutto un’efficiente politica socio-sanitaria potrebbe contribuire a far uscire dalle secche il tessuto sociale della città Metropolitana. Rosi Perrone è convinta che la ricetta – con alte dosi di coraggio – sia a portata di mano: “La politica dovrebbe restare fuori dalla sanità”.

Proprio Rosi Perrone, Segretaria generale UST CISL si è poi soffermata per grandi linee, sulla proposta unitaria, relativa alla finanziaria 2019 che non ha convinto le tre sigle sindacali. Una manovra – attenzionata in alcuni punti durante la giornata di approfondimento voluta dalla CISL di Reggio Calabria – nata senza un confronto con le parti sociali e che non ha tenuto conto delle vere esigenze di crescita del sistema Paese. Al netto di una considerazione diffusa che ha riguardato l’approccio istituzionale ed economico con l’Europa – pilastro fondamentale e soprattutto imprescindibile per la democrazia e per la pace tra gli Stati – si è evidenziato che così com’è, l’Unione europea non va bene. Va’ cambiata e occorre che essa faccia scelte diverse. Meno austerità e più crescita, è questa la strada da seguire. C’è la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, affinché vi sia un reale superamento di politiche restrittive che in Italia, come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile. La manovra – secondo CGIL, CISL e UIL non valorizza investimenti importanti, ma riguarda la spesa corrente, e soprattutto per quanto concerne il Sud, necessita che gli venga riconosciuto il valore strategico di collegamento geopolitico ed economico tra Europa e Mediterraneo.

Un passaggio importante Perrone lo ha dedicato al reddito di cittadinanza, ribadendo cautela nel caso in cui dovesse creare mero assistenzialismo. Ma secondo a proposta, c’è una reale e concreta apertura a trovare strumenti alternativi e risolutivi che possano essere utilizzati come arma contro la povertà. L’avvio del REI (Reddito di inclusione) ha rappresentato un evento molto importante per il nostro Paese che si è finalmente dotato di una misura nazionale, strutturale ed organica di contrasto alla povertà. L’esperienza del REI non può essere disperso anzi deve essere confermata e rafforzata per il suo valore di inclusione anche nell’annunciato reddito di cittadinanza di cui oggi non si conoscono le caratteristiche.

“Il Governo deve assolutamente confrontarsi con i corpi intermedi – ribadisce Perrone – e deve operare secondo un principio di democrazia partecipata. Deve allontanarsi dall’ imbuto virtuale dentro al quale si è infilato. Lo deve per dettame costituzionale, Palazzo Chigi deve dialogare con le rappresentanze; e questa forma di isolamento nuoce all’intero Paese.” E ancora – “Vogliamo capire meglio la quota 100 per quanto riguarda il sistema previdenziale e vogliamo mettere sostenere una forma di pensione contributiva di garanzia per i giovani”. Chiosa Rosi Perrone: “Insomma, mentre negli altri Paesi europei, i giovani e il loro futuro, grandi opere e gli investimenti in innovazione, ricerca, tecnologia e robotica sono in cima alle priorità di governo, questo esecutivo mira a soffocare il progetto TAV; ha cercato di farlo con il TAP e non punta alle reali leve di sviluppo che potrebbero rilanciare l’Italia come quello delle infrastrutture e lavoro”.

E’ in programma per la fine del mese un’assemblea unitaria CGIL, CISL e UIL.

 

Reggio Calabria, lì 09/11/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

CISL: Esecutivo Ust, sul tavolo emergenza Sanità e altri temi sferzanti

Si sono svolti ieri presso la sede UST di Reggio Calabria i lavori del comitato esecutivo CISL, guidato da Rosi Perrone, e al quale hanno preso parte i segretari generali di federazione ed i presidenti delle associazioni e del sistema servizi. Sono state tracciate le linee guida rispetto all’azione sindacale da intraprendere, su un tema che non ha mai superato lo status emergenziale al quale è stato relegato, per anni, da management e politiche miopi. Lo scopo dell’esecutivo della Cisl Metropolitana è quello di non abbassare la guardia su un aspetto troppo importante e di straordinario valore per la vita di tutti i giorni dei cittadini reggini. Dopo l’annuncio della costituzione di una ‘Task Force’ socio-sanitaria con i segretari generali di federazione, venerdì si è avviata una programmazione di interventi ed iniziative, mirata a sollecitare il commissario dell’Asp e soprattutto l’apparato dirigente, responsabile delle scelte strategiche nel campo sanitario. Non si può navigare a vista in un mare colmo di ostacoli e criticità – il messaggio unanime dell’esecutivo.  Dal disagio relativo alla questione delle strutture psichiatriche, agli ospedali spoke di Locri e Polistena, al progetto ancora embrionale dell’ospedale della Piana, alla Casa della salute di Scilla e di Siderno, per non parlare delle difficoltà che lambiscono anche il grande Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Sbloccare il piano assunzioni e dare strumenti validi per poter operare con serenità al comparto sanitario. Mettere fine all’emergenza precari. Avviare infine, i lavori per la costruzione delle opere ospedaliere, per incentivare il livello occupazionale e soprattutto l’edilizia sanitaria. Rendere efficienti le strutture territoriali già esistenti per non rendere periferici anche i disagi e i bisogni di chi vive in provincia e ha oggettive difficoltà di mobilità urbana. Valorizzare e mettere al servizio dei cittadini metropolitani una sanità di qualità che valorizzi il sistema pubblico/privato Rosi Perrone è stata categorica: occorre invertire la rotta su queste questioni e su tutte quelle che ingessano e paralizzano l’apparato sanitario dell’intera area metropolitana. Per l’esecutivo UST CISL, il tempo delle parole si è esaurito, adesso ci si aspetta un piano di interventi risolutivi ed efficaci che la Cisl metropolitana perseguirà e monitorerà, mettendo in campo nel breve periodo, iniziative pubbliche di protesta legate alle reali esigenze che provengono dalla sanità metropolitana. Ma non solo sanità sul tavolo del direttivo anche tanti temi scottanti, edilizia scolastica, infrastrutture, forestali, precariato e futuro dei lavoratori ex lsu/lpu, lavoro e Città Metropolitana, la quale non ha ancora, incredibilmente, ricevuto le deleghe dalla Regione. Evidentemente, la Metrocity non ha ancora assunto la consapevolezza delle proprie potenzialità – questo è ciò che emerge dal direttivo metropolitano. Non è ancora riuscita a strutturare una ‘visione di insieme’, circa gli investimenti necessari al lancio della Zes, e soprattutto sulle prerogative che la metrocity dovrebbe avere nell’ Area dello Stretto come trait d’union tra Europa e Mediterraneo, ambito nel quale trova la sua collocazione naturale il Porto di Gioia Tauro, principale trashipment e snodo imprescindibile di sviluppo. La metrocity di Reggio Calabria che ha una posizione geografica strategica dunque al centro di un programma di ripresa del territorio e della Calabria. Temi sensibili e di straordinaria attualità all’ordine del giorno del comitato esecutivo Cisl che si sono incastonati perfettamente nella proposta unitaria Cgil Cisl Uil nazionale per la legge di bilancio 2019, il cui contenuto legato ai temi emergenziali territoriali sarà oggetto di dibattito durante le assemblee che si terranno sui luoghi di lavoro nei prossimi giorni.

 

Reggio Calabria, lì 28/10/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

COMUNICATO ANOLF CISL REGGIO CALABRIA

Conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa”, stipulato tra: l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, l’ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Reggio Calabria ed ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Messina.

 

Si terrà lunedì 22 ottobre alle ore 9.00, presso la sala conferenze dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” in Reggio Calabria, la conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa” stipulato tra l’Ateneo, nella persona del Magnifico Rettore Salvatore Berlingò, l’Anolf di Reggio Calabria, rappresentata dal Presidente Mohamed El Ghouazi e l’Anolf di Messina, nella persona del Presidente Avv. Carlo Mastroeni.

Il Protocollo di durata triennale, sancisce l’impegno delle parti in merito alla promozione, lo sviluppo, la progettazione locale e/o internazionale ed il consolidamento di iniziative volte alla realizzazione della “Cittadella dell’Immigrazione”, centro multifunzione destinato all’accoglienza, la formazione culturale, l’assistenza medica, fiscale e sociale dei soggetti definiti “vulnerabili”, con l’ausilio dell’osservatorio per le politiche dell’immigrazione e per le politiche sociali, che sarà presente nel centro di cui sopra.

L’accordo tra l’Università e le strutture Anolf, da sempre impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati e nel supporto del loro percorso d’integrazione, si pone nel solco della continuità e di una sempre maggiore comunione d’intenti per il conseguimento delle proprie finalità, alla luce delle precedenti fruttuose collaborazioni.

Nota congiunta Cgil Cisl Uil: “Evitare il rischio che un modello di integrazione venga spazzato via”

Siamo a fianco alla magistratura ed al contempo auspichiamo che il Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, possa dimostrare ogni estraneità ai fatti contestati, oggetto dell’indagine. Ma in questa vicenda, dai tristi connotati, non possiamo tacere tutta la nostra preoccupazione, per la possibilità che si intravede all’orizzonte, di smontare e svilire un modello che umanamente e socialmente è stato indiscutibilmente virtuoso.  La nota del ministero, con la quale si specifica che i migranti dello Sprar di Riace si muoveranno solo su base volontaria – è il meccanismo che scatta quando un progetto Sprar deve chiudere – lascia intendere che ci sia la volontà di non salvaguardare un’esperienza che ha animato un territorio ed una comunità intera. Un piccolo borgo, a forte rischio spopolamento ha potuto riattivare mestieri, scuole e un discreto livello occupazionale, proprio grazie alle nuove energie dei migranti. A Riace hanno la loro vita, e va difesa. Spostare una piccola collettività equivale a colpire l’identità di un territorio. Abbiamo sempre creduto nel progetto Riace e in ciò che esso rappresentava, al netto di nomi e proclami politici. Quest’idea di accoglienza pensiamo non debba scomparire. Se ci sono irregolarità ed errori di singoli individui è giusto che vengano verificate e punite, ma questo è un modello che funziona ed è riconosciuto da tutti; e così c’è il serio rischio che venga spazzato via.

 

Segretari generali

Gregorio Pititto – Cgil Rc

Celeste Logiacco – Cgil Gioia Tauro

Rosi Perrone – Cisl Rc Metropolitana

Nuccio Azzarà – Uil Rc Metropolitana

Rosi Perrone: “La sanità reggina cambi passo. Costituita una task force Cisl Metropolitana in difesa del diritto alla salute dei cittadini”

Non ci stancheremo mai, come organizzazione sindacale, di tenere alta l’attenzione su un tema troppo importante e di straordinario valore qual è quello della sanità reggina. Per questo, in questi giorni abbiamo costituito – come Cisl Metropolitana – una ‘Task Force’ socio sanitaria con i segretari generali di federazione. Troppe criticità condizionano, paralizzandolo, il sistema sanitario, il cui management non è riuscito ad invertire la rotta su questioni che risultano avere caratteri atavici. La Casa della salute di Scilla, e quella di Siderno per esempio, necessitano di un maggiore impegno aziendale, infatti come da noi più volte denunciato, all’ azienda sanitaria provinciale urge un cambio di passo che possa garantire efficienza dei servizi per gli utenti e soprattutto credibilità per i cittadini. Il Dipartimento Salute, parimenti, ha il dovere imprescindibile di effettuare sistematici controlli, onde evitare la corresponsabilità di tali inadempienze. Con preoccupazione, dobbiamo segnalare problematiche che rischiano di avere esiti irreversibili se non si invertirà la tendenza della Direzione Strategica dell’Azienda. Gli ospedali spoke di Locri e Polistena, vivono un periodo di generale difficoltà operativa per carenze gravi in ambito elettromedicale e soprattutto di risorse umane specialistiche predisposte ad interventi nelle varie unità operative. Ciò determina in modo oggettivo una pesante indisponibilità a garantire e gestire le varie emergenze del comparto sanitario, troppo spesso in balia del sovraffollamento senza una pianta organica adeguata numericamente a far fronte alle emergenze. Ciò determina in modo oggettivo una pesante indisponibilità a garantire e gestire le varie emergenze dell‘intero comparto sanitario.

Non si riescono a garantire i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e non si riesce ad assicurare un adeguato supporto alle Unità Operative; alcune delle quali non hanno un dirigente e molte altre sono costrette a chiudere. Risultano incomprensibili inoltre, dopo numerosi solleciti, i ritardi di riorganizzazione del personale, il quale, costantemente si trova ad operare in un regime di carenza organica e soprattutto in una condizione di sfiducia professionale. Non si procede alla messa a regime dell’atto aziendale e non si riesce a gestire la funzionalità di un programma preciso per l’organizzazione degli ospedali generali di Melito P.S. e Gioia Tauro. In ultimo, non certo per importanza, come già avvertito dai sindacati, vengono negati adeguamenti contrattuali ai dipendenti che ne hanno diritto e contestualmente pare si riconoscano emolumenti significativi in assenza di contrattazione di 2° livello, esponendo l’Azienda a contenziosi amministrativi. L’ ‘Ospedale unico della Piana’ sembra una chimera: più volte abbiamo assistito a sopralluoghi per l’avvio di un progetto da realizzare nella piana di Gioia Tauro, in sostituzione dell’ospedale spoke di Polistena e dell’assorbimento dei vari ospedali generali operanti nell’intera area. Anche il Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria non è scevro da criticità: è una struttura di Azienda Ospedaliera che necessità di un migliore adeguamento strutturale e che tenga conto dell’organizzazione complessa delle varie prestazioni che devono essere erogate in un contesto sanitario maggiormente elevato (HUB). E’ opportuno sottolineare inoltre, che per quanto concerne le Case di Cura convenzionate, vengano rivisitati tutti i livelli di prestazioni per una maggiore performance operativa per l’utenza, in attesa di una concreta riqualificazione delle strutture sanitarie pubbliche previste nel documento operativo (ATTO AZIENDALE). Il Dipartimento materno infantile ed U.O. dell’età evolutiva non è ancora adeguatamente operativo per garantire una duplice assistenza plurispecialistica, ossia, sia sulla gestante puerpera sia sul nascituro sino all’età pubere. L’auspicio è quello di configurare un diverso livello di assistenza integrato, diviso per prestazione e per carattere patologico, non trascurando il ruolo preventivo che questo servizio garantirebbe. Bisogna superare lo status che mette in relazione le strutture Hospice e l’ASP di Reggio Calabria, prevedendo il loro inserimento all’interno di quello che è il bacino della Case della Salute. Il PFA e il relativo monitoraggio non hanno trovato ad oggi, un adeguato stanziamento economico per potere avviare, in modo preciso, i vari corsi di aggiornamento in ambito sanitario, con il rischio di compromettere il perfezionamento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni di competenza, alle quali si dovrebbe aggiungere una puntuale offerta di formazione che riguardi tutto il corpo degli operatori sanitari. E rispetto a tutte esigenze è fortemente necessaria una convenzione che disciplini tutti gli aspetti tecnico-organizzativi, tra l’Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. Una fotografia sconcertante viene fuori dall’analisi del sistema sanitario nella provincia di Reggio Calabria dopo più di dieci anni di commissariamento. Ma analizzare la situazione desolante della sanità reggina non basta. Adesso pretendiamo fatti concreti nel rispetto della dignità della salute dei cittadini di Reggio Calabria.

Reggio Calabria lì 05/10/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

COMUNICATO ANOLF CISL REGGIO CALABRIA

Impegnato da sempre con i deboli e per i deboli, al servizio di chi più ha bisogno e si trova in difficoltà, con la pratica quotidiano con lo stare vicino a chi arriva sulle nostre coste, ricco solo di un bagaglio virtuale e di speranza. Confidiamo nel lavoro della Magistratura, che possa far luce, nel breve, sulle vicende che hanno riguardato il sindaco di Riace. Auspichiamo che questo articolato momento possa risolversi positivamente per un modello che si è contraddistinto per un forte impegno di accoglienza, sostegno multiculturale e per una reale integrazione multietnica.

 

Il Presidente provinciale ANOLF CISL – Mohamed EL Ghouazi

Il co -Presidente provinciale ANOLF CISL – Imane Ibrahimi

Il segretario provinciale ANOLF CISL – Tiziana Romeo

 

Reggio Calabria, lì 03/10/2018