Rosy Perrone e Mimmo Giordano: “Possibile taglio di 300 mln in finanziaria su Zes Gioia Tauro, notizia sconcertante”

Aspettiamo di leggere il testo della manovra che sarà discusso alle Camere, prima di intraprendere azioni eclatanti. Ma se fosse confermata la notizia del taglio di circa 300 milioni di euro in finanziaria, per la Zes di Gioia Tauro, saremo conseguenti e non faremo sconti al Governo. Una gravità assoluta che comporterebbe l’eliminazione di risorse già programmate per incentivare gli investimenti e per il commissariamento dei comitati di indirizzo che, avevano già avviato le attività operative.

Una scelta politica in forte contrasto con le parole del Presidente Conte di qualche mese fa, il quale, nel corso del Consiglio dei Ministri svolto a Reggio Calabria, aveva assicurato un’attenzione concreta per l’area Zes e soprattutto per quello che rappresenta il Porto di Gioia Tauro in ottica di sviluppo industriale e commerciale per la Calabria.

Inoltre, ci troveremmo di fronte ad un messaggio istituzionale e di indirizzo fortemente simbolico. In un contesto storico in cui, a fatica si cerca di far uscire dalle secche un’area industriale devastata da delocalizzazione, bassi investimenti e dramma occupazionale, il Governo che fa? Depotenzia economicamente la Zes! Inaccettabile!

Imprenditori ci mettono la faccia e propagano sforzi immensi – insediando una parte della loro attività all’interno del porto – per restituire la dignità economica e commerciale che merita un’area strategica per l’intero Sud del Paese; settori privati come Unicredit e Intesa San Paolo stanno lavorando ad un piano aziendale per incentivare aziende che intendono capitalizzare nell’area Zes, la società di gestione MSC sta investendo in attrezzature e logistica per rendere più competitivo l’infrastruttura portuale, e paradossalmente in controtendenza con uno spiraglio di speranza, il Governo a guida 5 Stelle e Pd pensa di togliere 300 milioni di euro ?

Il Governo ritorni sui propri passi, perché non accetteremo l’ennesimo schiaffo all’area Metropolitana di Reggio Calabria, che segnerebbe anche un duro colpo per le sue zone più attrattive che sono quelle che ricadono nella Zes, e soprattutto per le parti sociali e le attività produttive che hanno creduto e credono in questo percorso di rilancio che porta lavoro e sviluppo. 

 

* Rosy Perrone Segretario Generale Cisl Rc e Mimmo Giordano Segretario Fit Cisl Rc.

Comitato esecutivo Ust Cisl Metropolitana di Reggio Calabria.

Rosy Perrone: “Noi, depositari dei problemi dei lavoratori e con lo sguardo proteso allo sviluppo e al lavoro dignitoso continuando a perseverare nell’attività di prossimità.”

Si è tenuto presso la sede provinciale il comitato esecutivo della Cisl Metropolitana di Reggio Calabria. Tracciata dal Segretario generale Rosy Perrone, dopo una breve disamina su Paese ed Europa, la linea politica sindacale Cisl territoriale di Reggio Calabria metro incastonata, non più da ‘provincia’ bensì in veste di ‘città metropolitana’, nella analisi della situazione economico occupazionale della Regione Calabria; aprendo il dibattito con i segretari generali delle federazioni Cisl, su temi e questioni delle quali l’organizzazione è investita. E, come più volte sottolineato – “occorre non abbassare la guardia”; per il Segretario generale, la Cisl deve rappresentare un pilastro portante nel dibattito sociale metro. Affrontate le questioni più scottanti che incidono sul territorio e sulle realtà sociali, ad esempio gli anziani o i non autosufficienti, con particolare riferimento alle politiche di sviluppo e di inclusione sociale di cui ha bisogno la Metrocity, ponendo al centro della discussione – obiettivo politico del comitato esecutivo – il lavoro stabile e dignitoso per tutti, soprattutto dei giovani e di quanti ancora oggi vivono nel limbo del precariato.

Affrontato il tema trasporti, con particolare attenzione all’ aeroporto ‘Tito Minniti’, e alla Zes, uno dei punti di forza infatti, la Zes ha proprio nel territorio metro il suo “cuore pulsante”, il porto di Gioia Tauro, ma la Metrocity, appare poco attenta nell’ intercettare la sua straordinaria importanza, la sua vocazione strategica e la possibilità di sviluppare futuro in un rapporto armonico /progettuale con la Regione e con l ‘Area dello Stretto. Anche le infrastrutture – secondo Rosy Perrone – “non sono state una priorità per questa classe dirigente; lo denota il fatto che l’intero territorio in primis registra un peggioramento continuo del livello occupazionale nel settore edilizio e ci dice che  necessita di un piano di riqualificazione infrastrutturale ad esempio scolastica, sanitaria, della viabilità e, non solo, è  oggi  di fatto  impensabile puntare ad un rilancio economico e commerciale in un contesto di limitazione di servizi di collegamento e mobilità”.

Una paralisi traslata su tutti i livelli: dai rifiuti alla depurazione. In città il sistema al collasso ha condizionato anche la stagione turistica oltre che la quotidianità dei cittadini.  Inaccettabile per una Città Metropolitana che vuole proiettarsi a competere con altre mete del Sud. E poi l’immigrazione; un argomento tanto importante. ‘Come Cisl – continua Perrone – abbiamo sempre proposto un’idea di” integrazione integrata” che mettesse al centro,  nel rispetto della legalità,  accoglienza  , la sicurezza – di tutti… dei  migranti ma anche degli operatori di sicurezza viene in mente , solo per fare un esempio  assieme a tutte le forze dell ‘ ordine , l’ impegno  dei Vigili del Fuoco nella tendopoli spesso costretti, ad operare in regime di emergenza – e in questo quadro il nostro obiettivo è  l’immigrazione intesa come  accoglienza di famiglie che scappano dalla guerra ,  dalla morte’ ma anche  integrazione attraverso il lavoro dignitoso e le politiche che dallo stesso conseguono.Si è discusso di una proposta di rafforzamento delle politiche che riguardano le eccellenze che caratterizzano il territorio: per esempio il Polo Hitachi e il suo motore di traino nell’approccio sull’Industria 4.0, il comparto enologico, e soprattutto quello dell’agro-alimentare.

Il Segretario generale rilancia -“pochi i punti di luce, tanti i coni di ombra, che una mancata vision basata su un mancato confronto con i corpi intermedi oggi evidenziano una ‘stasi’ amministrativa, comunale e metropolitana, che ci vedrà conseguenti e decisi sulla linea che l’esecutivo ha deliberato; ossia dopo ogni tentativo di confronto e di proposta attiveremo azioni di protesta. Da ultimo, non certo per importanza, il gruppo dirigente ha deliberato di continuare con determinazione a ricercare Proposte di azioni positive, basate su legalità praticata, sul tema sanità. Lunedì 4 e giovedì 7 novembre si terranno rispettivamente su Gioia Tauro e su Reggio le prime due assemblee di ascolto e di animazione del territorio” unico punto la SALUTE ! ” Un’attenzione costante da dedicare ad un settore commissariato che ha bisogno, attraverso il confronto ai tavoli istituzionali,di mettere in campo azioni positive di rigenerazione. Per esempio in termini di management e di operatori.  E’improrogabile, secondo l’esecutivo, lo sblocco delle assunzioni per dare possibilità di accessi nel mondo del lavoro e dare un contributo altamente qualificato ad una sanità che cade a pezzi non garantendo ai cittadini uno dei più importanti diritti costituzionali, il diritto alla salute.

Il comitato esecutivo alla presenza della  Fit metro  (segr gen Domenico Giordano) e Giuseppe Larizza ( intervenuto per un saluto ricoprendo oggi l incarico di segr gen fit calabria ) – Fim (Giuseppe Chiarolla), Filca (Vincenzo Corsaro),  Inas (Salvatore Cantarella), Medici (Francesco Lo Schiavo), Cisl Scuola (Arcangelo Carbone), First (Tina Ascanelli), Fai (Romolo Piscioneri), Anolf (Carmen Quattrone), Fnp (Pasquale Loiacono), Fns (Giuseppe Rodà), Fisascat ( Rita Raffa)  ha condiviso  la relazione della Segretaria generale Rosy Perrone.

Rosy Perrone (Segretario Generale Cisl Metropolitana) e Domenico Giordano (Segretario generale Fit Cisl) ribadiscono la necessità di politiche strategiche per l’Aeroporto dello Stretto

Alla luce di alcune considerazioni relative alla ‘questione Aeroporto’, nascono spontanei alcuni quesiti. Come mai la Metrocity non ha favorito incontri con le parti sociali confederali per discutere del rilancio dell’Aeroporto? Ha,per caso,lavorato in sinergia con la Conferenza permanente dell’Area dello stretto, un ente strategico che avrebbe potuto suggerire intuizioni a riguardo? I comitati di quartiere hanno affrontato la questione mettendoci la faccia, e come mai la Metrocity non ha seduto attorno al tavolo tutti i soggetti che avrebbero potuto generare proposte ed istanze dal basso?

L’istituzione della Città Metropolitana avrebbe dovuto aprire una nuova stagione di amministrazione e di confronto. Avrebbe dovuto generare politiche d’impatto regionale, e perché no, d’impatto europeo. Ma già la mancata assegnazione delle deleghe da parte della Regione Calabria, aveva lasciato intendere che ci saremmo trovati difronte ad un ente depotenziato.

E ribadiamo, convintamente, che una mancata visione d’insieme ha provocato una paralisi ed un ingessamento politico inconcepibili per un ente – la Metrocity – che per diversi anni, e tutt’ora, è governata da una classe dirigente che ha lo stesso colore politico del Governo centrale e di quello regionale.In realtà, duole costatare che la questione Aeroporto non è stata mai fattivamente in cima all’agenda politica della Città Metropolitana e ben che meno della Regione Calabria; perché se così fosse stato, avremmo dovuto avere un tavolo permanente nel quale la partecipazione del Governo centrale e dell’istituzioni interessate (Comune, Metrocity, Regione e società di gestione) avrebbe dovuto prevedere la presenza delle parti sociali confederali.Ma, evidentemente la realtà dice altro. E certamente, siamo altrettanto consapevoli che tanto dipenderà dal piano industriale e dall’intesa da raggiungere con le compagnie aeree definite “low-cost”, da parte di Sacal, anch’essa restia ad aprire tavoli di confronto con i livelli confederali.

Ma per quel che riguarda la Città Metropolitana – sembra non aver percepito la propria straordinaria importanza, in termini politici ed istituzionali – dovrebbe essere l’ente che scandisce la linea politica, per incalzare Regione e società di gestione, ma sembra affannata a rincorrere situazioni che gli sfuggono di mano. Occorre una sferzata ed un cambio di rotta, altrimenti questa istituzione intermedia è inibita nelle sue potenzialità. E chi non è all’altezza delle sfide alle quali si è chiamati, che si metta da parte.

Rosy Perrone (Seg. Generale Ust Cisl Rc) e Domenico Giordano (Seg. generale Fit- Cisl) su Aeroporto: “Drammatica la mancanza di vision di Regione e Città Metropolitana”

La strutturazione del sistema aeroportuale regionale mortifica lo scalo di Reggio Calabria. E’incredibilmente paradossale come amministrazione regionale e Città Metropolitana non percepiscano il valore strategico del ‘Tito Minniti’. Strategico… fattivamente e non formalmente!

Non può e non deve essere considerato esclusivamente un’infrastruttura di servizio ma deve puntare in alto.  Rappresenta il nodo cruciale di una vasta area centrale nel Mediterraneo, strategica non solo per il Sud del Paese ma per l’intera parte meridionale dell’Europa, in continuità solo per fare un esempio, con un’altra grande struttura come dovrebbe essere il Porto di Gioia Tauro. La società di bandiera, Alitalia, non può caratterizzarsi come unico appiglio sul quale programmare la calendarizzazione di voli. Occorre una strategia di sviluppo di più ampio respiro che coinvolga altre compagnie e soprattutto tour operator in grado di garantire un’offerta adeguata all’incremento del traffico aereo.L’aeroporto di Reggio Calabria non ha bisogno di slogan ma di un progetto di marketing territoriale funzionale e strategico, e soprattutto di una classe dirigente in grado di far capire agli interlocutori istituzionali e commerciali che lo scalo reggino ha una peculiarità decisiva e fondamentale per l’effettivo rilancio dell’area metropolitana.Lo ribadiamo con forza, non si tratta solo di diritto alla mobilità – sacrosanto, ci mancherebbe – ma di un’opportunità di futuro per una terra che sta perdendo i propri punti di riferimento, che è scollegata dal resto del Paese (non solo dal punto di vista logistico) e che ha bisogno di infrastrutture strategiche per non morire. Alla politica, pertanto, chiediamo coraggio e una visione d’insieme che punti a congiungere i punti di forza della nostra Metrocity. Qualora non si fosse in grado pubblicamente chiediamo a questo gruppo di dirigente di farsi da parte. Proponiamo una ricetta nel breve e medio termine. Inserire l’Aeroporto ‘Tito Minnniti’ tra gli aeroporti di carattere strategico, investendo nell’ area dello Stretto, legando in una vision di sviluppo il potenziale – ad oggi inespresso -e che è indispensabile per qualificare la Zes di Gioia Tauro, e il relativo Porto, attraverso un piano straordinario per la viabilità statale ed intermodale, per accorciare le distanze tra le città della Calabria. Ottimizzare i servizi ed i mezzi di trasporto locale per connettere i punti d’aggancio dei viaggiatori o più in generale, dei fruitori dei trasporti per e dalle aree interne. Ed in ultimo, non certo per importanza, occorre l’istituzione di un tavolo permanente che possa garantire sinergia e un confronto parasociale tra Istituzioni, società di gestione, rappresentanti sociali e tutte le compagnie – soprattutto le Low Cost – che hanno interesse e volontà ad investire sullo scalo reggino. Questa è una sfida che tutti gli attori sociali devono sostenere.

Ufficio Stampa UST CISL Reggio Calabria

Cisl Medici a confronto. Il Segretario nazionale Papotto: “Organizzazione della sanità sia nell’ interesse della comunità e non della politica”. La Segretaria provinciale Perrone: “Si apra una nuova stagione di concertazione metropolitana per aggredire le criticità del comparto sanitario”

Nino Accorinti, Pasquale Romeo, Rosy Perrone, Biagio Papotto

Si è svolto nella segreteria provinciale il Consiglio generale della Cisl Medici, nel quale gli onori di casa sono stati formulati da Rosy Perrone, Segretaria Generale Ust Cisl Metropolitana, sempre attenta all’evoluzioni del comparto sanitario provinciale, attraverso un monitoraggio costante e una ‘task force’ creata ad hoc per seguire effettivamente le criticità dell’intero sistema, da anni in balia di commissariamenti ed inefficienze.   “La nostra Cisl medici è una federazione ben strutturata – così ha esordito nei saluti introduttivi Perrone – ha dirigenti sindacali in grado di aggredire crisi articolate come quella della sanità reggina. Certo è, che necessita un immediato impegno di confronto da parte della Asp e dell’ A.O. metropolitana attraverso la promozione, proponiamo in prefettura, di un tavolo permanente sulla sanità che coniughi esigenze di legalità con risultati immediati; sia nell’applicazione dei dispositivi di organizzazione interni che delle assunzioni e stabilizzazioni,  che nei servizi al cittadino utente ,in una proposizione e di crescita condivisa  tra pubblico e privato. Medicina del territorio, ospedali hub in grado di affrontare le emergenze ed una rivisitazione del ‘decreto Calabria’ che così come strutturato, ad oggi, ha creato blocchi e disarticolazioni anche nell’ assegnazione di incarichi di responsabilità irrigidendo in modo inesorabile un processo di miglioramento. Da subito necessita che il ministro Speranza dia un segnale di apertura al confronto e inauguri una nuova stagione di concertazione sanitaria a tutti i livelli”.

Ha partecipato ai lavori anche il Segretario generale regionale Nino Accorinti – “I problemi che riguardano la sanità reggina sono quelli che attanagliano l’intera regione, condizionandone funzionalità ed efficienza. Per questo, la nostra organizzazione deve lavorare in sinergia ed unità per creare un fronte comune rispetto ad una crisi che sta abbassando la qualità della vita dei calabresi.”

Il Segretario provinciale Cisl Medici Pasquale Romeo ha evidenziato l’assoluta necessità di trovare una sintesi ed un raccordo tra azienda ospedaliera e azienda territoriale – “Notiamo un evidente scollamento tra azienda ospedaliera e territoriale. Il commissariamento ha aumentato questo gap piuttosto che diminuirlo. Assistiamo ad incredibili storture da parte dei commissari di governo. Per questo noi li talloniamo e gli stiamo addosso perché siamo dirigenti sindacali e abbiamo il dovere di denunciare l’inattivazione di precedenti delibere con le quali avrebbe dovuto prender vita l’atto aziendale, lo sblocco dei concorsi o altro ancora… come la mancanza di un primario a Psichiatria, o il mancato accreditamento da dieci anni di strutture psichiatriche, la costruzione dei nuovi ospedali e l’efficientamento di quelli già esistenti. Gravi inadempienze che vengono acuite dal dissesto finanziario dell’Asp. Ed in questo contenitore di criticità il confronto con la controparte è del tutto assente.”

La conclusione dei lavori, dopo un confronto e un dibattito con la federazione – tanti gli interventi qualificati tra i quali quello di Francesco  Loschiavo,  Giovanni Calogero, Emanuele  Sgarlata, Saverio  De Lorenzo – sono stati affidati al Segretario generale nazionale Biagio Papotto, il quale ha indicato la strada da seguire: un percorso condiviso dell’intera struttura sindacale Cisl, verticale ed orizzontale sui territori, attraverso una campagna di ascolto, che metta al centro i bisogni della comunità e dei lavoratori dell’apparato sanitario provinciale – “In tredici mesi di commissariamento non è cambiato nulla evidentemente. Si è manifestata l’incapacità di portare a realizzazione atti aziendali; ciò è sinonimo di fallimento della parte politica e manageriale della sanità provinciale. Ma è un problema che a cascata arriva da inadempienze anche nazionali. Il blocco del turn over per 10 anni, ha portato via dal comparto, circa 20000 medici pensionati non sostituiti. Si è creato un imbuto formativo, dal quale vengono fuori troppo pochi specialisti, di conseguenza ci si trova nei reparti e nelle strutture ospedaliere giovani, per quanto bravi, neo laureati ma non specializzati. Un disagio lavorativo che si manifesta quotidianamente con aggressione ai medici e infermieri, costretti anche a lavorare con una spada di Damocle sul capo, con l’obbligatorietà dell’azione penale. E molti giovani colleghi non vengono coperti dall’ assicurazione per colpa grave, e paradossalmente in taluni casi sono costretti a difendersi anche dalla propria azienda. Ma in tutto questo marasma, può esistere una via d’uscita: a mio modesto avviso è la programmazione, accompagnata da una forte riorganizzazione. Un percorso da portare avanti con le forze sociali e con una classe dirigente che pensi al bene primario della propria comunità piuttosto che a qualche rendita di potere. Occorre puntare con decisione alla costruzione di nuovi ospedali, tenendo conto delle esigenze che partono e nascono dai territori e non dalle stanze buie degli uffici della burocrazia. Capire e percepire i bisogni che geograficamente dovrebbero caratterizzare l’organizzazione della sanità. Ed infine, non certo per importanza, occorre lavorare h 24 per avvolgere le istanze territoriali. Una sanità credibile deve essere funzionante, e deve avere in ogni angolo della provincia luoghi e punti di riferimento locali che sfoltiscano code interminabili ai pronto soccorso e che di conseguenza non facciano lavorare sotto pressione i medici e addetti ai lavori in prima linea”.

Cisl Medici: sabato 21 settembre Convocazione Consiglio Generale

Si terrà sabato prossimo, 21 settembre, alle ore 18.00 presso la sede Cisl di Reggio Calabria in Via Mazzini 7/b, il Consiglio generale della federazione provinciale Cisl Medici di Reggio Calabria.
I lavori saranno aperti dal Segretario generale CISL Medici – Rc Pasquale Romeo. Presenzieranno il Consiglio generale: Rosy Perrone, Segretaria Generale della UST Cisl di Reggio Calabria, ed il Segretario Regionale Cisl Medici Nino Accorinti.
Le conclusioni saranno in capo al Segretario Nazionale della Cisl Medici Biagio Papotto.

Rosy Perrone CISL: Reggio, città rassegnata all’inerzia?

Sembra proprio abbia perso il suo volto di bomboniera e la sua anima… ma non può e non deve essere così. Mai crogiolarsi rassegnandosi alla ineluttabilità del “fato”! Reggio Calabria e la sua classe dirigente, potrebbe essere un tema da approfondire. Una classe dirigente che con “tutte le motivazioni giustificative e reali di base”, ha poco inciso sul tessuto economico e sociale anche sottostimando un’occasione unica per sviluppare e produrre azioni concrete di rilancio ossia la messa in campo della Città Metropolitana. Anche e non solo, attraverso la rivendicazione delle deleghe da parte della Regione Calabria, opportunità mancata dunque per concretizzare la potenzialità giuridica e soprattutto, la vision di un ente normato dalla ‘legge (discutibile) Delrio’ e rimasto ‘monco’ .

Il comune di Reggio Calabria timone della Città Metropolitana, non ha costruito una sua legittimazione di primus inter pares per lo sviluppo, ente inteso come volano tra Europa e Mediterraneo e gli stessi punti, che avrebbero dovuto essere punti di forza e di traino per l l’economia, l’occupazione ed il turismo, vengono lasciati alla – fortunatamente esistente – inventiva privata, e non incastonati in una vision politico economica di rinascita del territorio. La città è sporca, cumuli di rifiuti la caratterizzano e non si riesce ad arginare una situazione divenuta emergenza. La presenza sempre più diffusa dei rifiuti in città, evidenzia i disagi dell’ente comunale, in difficoltà rispetto una pina risoluzione di un fenomeno sempre più invadente ed allarmante. Inoltre, se il problema è in capo alla società AVR, affidataria del servizio di raccolta, l’Amministrazione deve essere necessariamente conseguente, affinché venga garantita la pulizia della città. I lavoratori sono stremati da mesi di ritardi, per quanto concerne i pagamenti degli stipendi. Un corto circuito che sta piegando la città.
Già un’estate segnata da una grave crisi rifiuti. Si attende entro fine anno l’introduzione degli ambiti territoriali ottimali, i cosiddetti Ato, che corrispondono alle 5 province calabresi. La Legge Regionale n. 14 del 2014 in materia di rifiuti è stata modificata dal Consiglio Regionale nella seduta del 7 maggio scorso che ha approvato la L.R. n. 11/2019 “Disposizioni relative alla Città Metropolitana di Reggio Calabria in materia di gestione dei rifiuti urbani…” secondo la quale “per l’ATO relativo al territorio della provincia di Reggio Calabria, le funzioni della Comunità d’ambito sono attribuite alla Città Metropolitana”. Spetta quindi, alla Città Metropolitana occuparsi di tutte le fasi attinenti al ciclo dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento negli impianti previsti attualmente nell’ambito di riferimento che coincide con i confini dell’ex provincia di Reggio Calabria. L’immagine che appare è quella di una città avvitata su sé stessa; e quello che più sconforta che non si è riusciti minimamente ad intravedere una visione strategica per il rilancio di un ente così importante: è mancato strutturalmente un processo di normalizzazione. Nel trittico temporale più importate dell’anno – dal secondo sabato di settembre al martedì successivo – quello in cui la comunità abbraccia la sua Patrona, Madonna della Consolazione, la città più grande della Calabria si presenta in condizioni poco decorose. Il manto stradale è una groviera, a tratti inaccessibile, pericoloso addirittura per l’incolumità dei passanti. La nostra è una città deflorata dall’incuria e dalla sciatteria, nella quale viene messa in discussione la dignità dei diritti dei suoi cittadini; non si può più sottacere sdegno e rabbia, nello scorgere i loro sentimenti, ormai assuefatti a una situazione che definire invivibile sarebbe un eufemismo. I reggini non meritano questo affronto. Risultano calpestati i luoghi quotidiani in cui è possibile “sentirsi a casa”. La città non è soltanto il luogo in cui si è, ma anche quello in cui si esercita il diritto di cittadinanza.
Abitiamo e sopportiamo, i disagi nella nostra città, adeguandoci nostro malgrado, a standard che mirano al mantenimento dello status attuale e che molte volte fagocitano verso il basso, quasi verso l’insopportabile.
Ci si angoscia nel vedere la nostra città in questo stato, perché le apparteniamo, ma allo stesso tempo dobbiamo agire per dare input propositivi per il prossimo futuro. Ecco, dobbiamo avere contezza e perseguire assieme a tutte le forze positive della società civile, il nostro obiettivo comune caratterizzato dalle specificità che ognuno di noi pro-tempore rappresenta, per costruire nei prossimi cinque anni la nostra città, la città che vogliamo e la città che siamo!
Cisl Reggio Calabria
14 settembre 2019

Rosy Perrone su Porto Gioia Tauro: “Ottima notizia 140 mln di investimenti e raddoppio dei container, ma non abbassare la guardia su Zes”

Accogliamo con grande soddisfazione la notizia degli investimenti concretamente avviati da MSC, azionista di riferimento del terminalista MCT, che da qualche mese ha assunto il controllo dell’infrastruttura calabrese. Anche il raddoppio dei container è un aspetto che genera ottimismo e fa ben sperare in considerazione di un effettivo e quanto mai necessario rilancio del Porto di Gioia Tauro. Le belle notizie vanno accolte senza riserve, perché siamo fermamente convinti che ciò che di buono si produce in questo territorio è giusto vada raccontato e venga posto al centro della ribalta mediatica. Il Commissario Agostinelli afferma che il “peggio è passato”, e noi – come Cisl Metropolitana – diamo credito alle sue parole e al suo operato, certi che tali investimenti e il nuovo corso ad essi riferiti, garantiscano un futuro stabile al livello occupazione, per troppi anni in balìa di piani di sviluppo a medio termine. Da oggi, grazie agli interventi che si stanno attuando, e quelli che si stanno predisponendo, si può intravedere una stagione di grandi prospettive di investimenti in questa infrastruttura strategica.

Occorre dunque, contestualmente non abbassare la guardia sulla Zes. Fin troppe volte è stata sottolineata la sua importanza strategica per lo sviluppo non solo dell’area della Piana di Gioia Tauro, ma per l’intera Calabria. Strumento fondamentale per le regioni del Sud. Lo dimostra la scommessa del Primo Ministro Conte, di puntare su una Zes Adriatica interregionale tra Puglia e Molise (che va ad aggiungersi alla Zes ionica tra Puglia e Basilicata).

In altre parole, dopo solamente qualche settimana dall’istituzione della ZES Jonica, questo nuovo decreto, consentirà di rendere la Puglia l’unica regione italiana ad avere sul proprio territorio due ZES interregionali, mirate a riqualificare economicamente e commercialmente i 5 poli pugliesi Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi. Ed è in quest’ottica che Regione Calabria e Città Metropolitana devono ragionare. Sinergicamente, devono puntare sulle infrastrutture portuali, aeroportuali e di collegamento che possano dare l’impulso adeguato alla ‘movimentazione’ prolificata al Porto di Gioia Tauro. Ora ci sono tutte le condizioni, affinché il sistema istituzionale, produttivo e imprenditoriale della Metrocity possa cogliere la grande opportunità – finora inespressa – del rilancio del Porto più importante del Sud Italia, consentendo di generare, nel vasto territorio perimetrato della ZES un pieno sviluppo in termini di crescita economica e occupazionale.

Reggio, Sindacati: “Contratti istituzionali di sviluppo strumento strategico per la Metrocity”

Positivo l’incontro di mercoledì scorso in Prefettura, attraverso il quale il Prefetto Massimo Mariani insieme al Sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà e all’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, hanno illustrato le finalità e le modalità attuative del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per la Città metropolitana di Reggio Calabria.
Dopo quello firmato nel 2012 per il completamento della direttrice ferroviaria Salerno-Reggio, il ‘Cis’ ha lo scopo di individuare interventi speciali per promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale. Strumento strategico per l’amministrazione metropolitana che non prevede addizionalità ma utile se basato su progetti bene incastonati, a facilitare la spesa di quanto in essere patti, fondi europei etc. attraverso la realizzazione di nuovi progetti che aiutino un processo di sviluppo proposto dal basso per i comuni o che incentivino investimenti privati”. E’ quanto affermano Cgil, Cisl e Uil in una nota.

“I ‘Cis’ potrebbero rappresentare, se utilizzati come progettazione armonica del territorio metropolitano di Reggio Calabria e se ben concertati da enti sovracomunali, uno strumento interessante anche in settori determinanti per la vocazione turistica come per esempio la depurazione. Un sostegno concreto ed una consapevolezza nuova per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, del quale non si può fare a meno. I ‘Cis’ portano con sé una visione ed una prospettiva di futuro, proprio perché hanno una vocazione di coesione e di sinergia istituzionale, concreto argine a progettazioni isolate e scoordinate.

Lo sviluppo del territorio della Metrocity passa anche da qua: sfruttare le opportunità come questa, avere la capacità di cantierizzare e rendere realizzabili i progetti conseguenti alla stipula del Contratto istituzionale di sviluppo. Del resto, per la Metrocity non possono esserci scuse, perché ad individuare e indirizzare le risorse disponibili sarà una società autorevole come Invitalia. Risorse importanti necessarie ed indispensabili per lo sviluppo culturale, turistico, economico e sociale. Il nostro auspicio, è quello di attuare e firmare i contratti nel minor tempo possibile. Speriamo dunque, che entro la fine dell’anno, questa cabina di regia possa dare alla Città Metropolitana e soprattutto ai sindaci , ai comuni della provincia, ai privati che vogliano scommettere sul nostro territorio tutte le risposte sul piano tecnico e strutturale per poter presentare i progetti e poi procedere alla firma dei contratti, che devono prevedere accordi per la formazione della forza lavoro, accordi su salute e sicurezza sui posti di lavoro, monitoraggio dei risultati del tasso di occupazione metro ed alla base la firma di un accordo sul tema trasparenza e legalità”.

Rosy Perrone: “Bene il credito d’imposta per la Zes, ma da subito la si riempia di contenuti”

Dal 25 settembre per la Zona economica speciale di Gioia Tauro un’occasione importante: sarà disponibile il credito di imposta in maniera automatica per tutte le imprese che vorranno investire nel suo perimetro. Uno strumento cardine per l’effettivo rilancio di un’area da decenni martoriata.
Il Governo ha fatto la sua parte, adesso subito a lavoro per creare le adeguate condizioni di futuro, dal punto di vista economico e soprattutto sociale. Indispensabile per la nostra terra.

La Zes, effettivamente operativa dopo l’insediamento del 28 marzo scorso del comitato di indirizzo previsto dal Piano di sviluppo strategico, ha aperto, finalmente, la fase attuativa di una programmazione di rilancio, attraverso la quale potranno concretizzarsi prospettive di sviluppo in esso contenute. La cabina di regia ed il Tavolo di consultazione permanente, quale organismo di confronto sulla strategia della Zes, composto da rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze sociali interessate allo sviluppo e al governo delle Zes, costituiscono pilastri portanti di una nuova architettura gestionale e di monitoraggio. Ma affinché queste, non restino appunto esclusivamente linee programmatiche, c’è l’assoluto bisogno che le istituzioni preposte – Regione in primis e Città Metropolitana – lavorino sin da subito , promuovendo un confronto costruttivo e serrato con le parti sociali ed il ‘Pes’, per favorire un dinamismo dell’economia globale della regione e del territorio metropolitano e dei suoi livelli occupazionali attraverso un incremento degli investimenti, anche esteri, ed un aumento delle esportazioni, ma soprattutto con un processo robusto di ‘sburocratizzazione’ del sistema. Il tutto corredato da un piano preventivo e repressivo di impermeabilizzazione dell’apparato, dai tentacoli del malaffare e della criminalità.
L’auspicio – quello della Cisl Metropolitana – è che la Zes superi e si emancipi da una fase teorica, con la quale per anni, molti addetti ai lavori hanno riempito sterilmente dibattiti e approfondimenti pubblici. La prima e forse la più efficace ricetta, oltre ad una strutturata semplificazione amministrativa, per la Regione Calabria sarebbe quella di garantire la disponibilità di infrastrutture nell’ aree industriali, portuali e aeroportuali, dell’intero territorio, con annessi incentivi fiscali (previsti tra l’altro dal decreto istitutivo) e le dovute defiscalizzazioni regionali per tutti i soggetti ed operatori economici che avranno intenzione di investire nelle predette aree di riferimento.
Non è superfluo sottolineare che l’intera area Zes, necessiterebbe di un piano di riqualificazione urbanistico e della viabilità, perché sarebbe impensabile puntare ad un rilancio economico e commerciale in un contesto di degrado stradale e a tratti, ambientale. Investimenti e una pianificazione politica verticale, che dal Governo passi per la Regione fino ad arrivare alla Metrocity, sono i due strumenti indispensabili per realizzare la piena consapevolezza della strategicità della Zes soprattutto in funzione lo sviluppo socio economico calabrese.
Se il gruppo dirigente, a tutti i livelli – politico e del management portuale – non capirà questo, con certezza dico, che il progetto Zes sarà destinato a naufragare ed il nostro territorio non merita certo ulteriori debacle.

Rosi Perrone – Segretario generale UST Cisl Metropolitana Reggio Calabria
Ufficio Stampa UST CISL Reggio Calabria