Esecutivo UST – Cisl Metropolitana, Russo e Perrone: “Lavorare nella confederalità pe guardare al futuro”

Si è svolto ieri l’esecutivo Ust-Cisl Metropolitana guidato dal Segretario generale Rosi Perrone, e al quale ha preso parte Tonino Russo Segretario generale regionale CISL.

L’intervento di Perrone ha riguardato, e approfondito a tutto campo, i temi di più scottante criticità che angosciano il territorio metropolitano di Reggio Calabria. La parte più forte della relazione è stata caratterizzata dalla situazione dei precari, dagli lsu/lpu, ‘legge 15’, tirocinanti, sistema sanitario metropolitano, porto di Gioia Tauro e Zes, baraccopoli di San Ferdinando ed alla proposta Fai e Cisl per un progetto di accoglienza diffusa e infrastrutture: “In un contesto quanto mai fragile come quello che stiamo attraversando, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Ci sono delle sfide da affrontare per le quali il nostro mandato sindacale ci impone un impegno risoluto. E in questi passaggi fondamentali per il futuro del nostro territorio chiediamo a gran voce un maggiore sforzo da parte delle istituzioni comunali e metropolitane. Stiamo monitorando e seguendo ora dopo ora il dibattito parlamentare, della commissione bilancio in Senato, per quanto concerne gli emendamenti a favore dei 4500 lsu/lpu calabresi. Inoltre, pur riconoscendo l’ottimo risultato della stabilizzazione degli lsu comunali reggini, c’è ancora tanto da fare, per quanto riguarda i lavoratori della legge 15 e soprattutto i lavoratori del Porto di gioia Tauro e lo sviluppo del porto. Un rilancio effettivo di un’infrastruttura strategica e la completa emancipazione della Zona Economica Speciale favorirebbe una crescita occupazionale e soprattutto dell’indotto. Così come lo sblocco assunzioni del comparto sanitario, che insieme alla realizzazione dei poli ospedalieri come da anni decantati, darebbe una boccata d’ossigeno all’economia e al tessuto sociale della nostra città. Occorre celerità e forza di intervento, perché i dati dell’emigrazione calabrese sono allarmanti, e rischiano di divenire irreversibili”.

Il segretario Generale regionale Cisl Tonino Russo esordendo nel confronto dell’esecutivo territoriale di Reggio Calabria, ha voluto evidenziare il fatto di sentirsi a casa, proprio perché il territorio metropolitano ha espresso grandi figure sindacali, affianco delle quali ha maturato il proprio mandato di rappresentanza.

Russo ha continuato – “Concordando pienamente su quanto esplicitato da Rosi Perrone, lo strumento che sto cercando di azionare, da segretario generale regionale, per il raggiungimento degli obiettivi che mi sono prefissato dal giorno stesso del mio insediamento, è quello del lavoro di squadra. Sono fermamente convinto che occorra lavorare sul dialogo, sul confronto e sulla confederalità come viatico per la crescita della nostra organizzazione e soprattutto per dare concretezza al pensiero ed all’ azione del nostro gruppo dirigente nazionale. In questa deriva socio-economica che genera smarrimento e per certi versi sgomento, il sindacato può e deve giocare un ruolo fondamentale, in particolar modo la Cisl, pilastro e punto di riferimento per quanti confidano nel nostro lavoro e nella nostra credibilità. Credibilità forgiata da uno spirito di condivisione e da un operato che guarda alla gente, ai nostri rappresentati e alle esigenze delle loro famiglie; una credibilità eretta su uno spirito di servizio incondizionato e che si prende cura dei bisogni di chi ci affida la loro fiducia”.

Un passaggio Russo l’ha riservato sulla legge di bilancio 2019: “Abbiamo attivato un percorso di sensibilizzazione ed informazione, attraverso assemblee programmatiche, sui territori proprio per ribadire tutta la nostra preoccupazione sulla finanziaria 2019. Una legge di bilancio che punta poco alla crescita ma che si contraddistingue per un approccio troppo assistenziale. Per non parlare della mancanza di investimenti e  infrastrutture. Per la Calabria sarebbero fondamentali, ma sembrano essere delle chimere per questo governo. Siamo pronti al confronto e siamo aperti al dialogo, confidiamo dunque che il Presidente Conte prenda in considerazioni le proposte avanzategli dalle parti sociali”.

Reggio Calabria 13/12/2018

Il coordinatore nazionale Cisl-Fim Anelli a Reggio Calabria: “Lo stabilimento Hitachi, modello vincente di sviluppo dell’industria 4.0”

Rosi Perrone, segretaria generale Ust Cisl Metropolitana ha fatto gli onori di casa, per la visita di Carlo Anelli coordinatore nazionale Cisl-Fim. Nel nostro contesto territoriale – ha esordito Perrone – abbiamo punti d’eccellenza da clonare: il polo reggino dell’Hitachi è uno di questi”. La segretaria generale UST ha ribadito la sua posizione rispetto alla necessità di tutelare e valorizzare un patrimonio industriale e dunque sociale per l’intera città metropolitana – “Ho positivamente accolto il piano industriale di Hitachi, già rinvigorito mesi fa dall’accordo tra la divisione “RailItaly” del gruppo giapponese con il ministero dello Sviluppo economico e la Regione Calabria per il potenziamento dello stabilimento di Reggio Calabria. La Cisl ha apprezzato la politica industriale di Hitachi, caratterizzata da un serio investimento in termini di nuove assunzioni, e soprattutto da un progetto di ricerca e sviluppo che guarderà a tutto il territorio nazionale, con l’intento di incrementare la capacità produttiva, innovando le tecnologie industriali e implementando il processo di trasformazione digitale.Ad una politica industriale di investimento e di crescita forte, va ad aggiungersi un fatto di notevole portata, come quello del protocollo di legalità tra Prefettura, Questura e Unindustria con Hitachi”.

Il coordinatore nazionale Cisl-Fim Carlo Anelli è pienamente consapevole del percorso di crescita dello stabilimento reggino di Hitachi: “Il polo di Reggio Calabria sta diventando un fiore all’occhiello dell’intero gruppo. In questo percorso virtuoso di crescita aziendale, noi che abbiamo la responsabilità della rappresentanza, abbiamo al contempo l’obbligo di non abbassare la guardia. Stiamo lavorando in una direzione che metta al centro la proposta sindacale, e che generi un equilibrio tra le parti in ogni fase di contrattazione. Reggio Calabria è una realtà della quale andare orgogliosi e si pone in controtendenza rispetto ad altri contesti, nei quali non si evince un modello di sviluppo serio e credibile come quello che ho potuto ammirare in città. L’industria 4.0 deve necessariamente guardare al futuro, qualificando il presente, e a Reggio ho avuto la sensazione che questo stia già accadendo. Ho potuto costatare che la rivoluzione di Industria 4.0 ha inciso positivamente sui lavoratori, un processo virtuoso che ha punta sul loro benessere e che, grazie alla tecnologia, li pone nelle condizioni di operare meglio e, di conseguenza, essere più produttivi.”

Giuseppe Chiarolla segretario provinciale Cisl-Fim ha voluto sottolineare l’importanza dell’impatto sociale del nuovo corso aziendale di Hitachi: “Il grande risultato è stato la stabilizzazione di circa 42 lavoratori interinali, l’inserimento di qualche nuovo ingegnere per dare continuità a lavoro già svolto, l’apertura da parte dell’azienda, al bacino di riferimento voluto fortemente dalla FIM CISL RC, con l’incremento di nuove commesse”.

Reggio Calabria 06/12/2018

“Assicurare gli stipendi lavoratori legge 15 Comune di Reggio Calabria”

Dichiarazione congiunta Carlo Barletta (Felsa-Cisl segretario regionale)

                                                   Federica Sgrò (Felsa-Cisl provinciale)

Combattere per la dignità del lavoro e combattere affinché tale dignità non venga calpestata dalle istituzioni. Mentre è in campo una protesta per garantire la stabilizzazione di 4500 lsu/lpu calabresi, alla quale a quanto sembra il governo centrale non vuol dar seguito, con preoccupazione devo denunciare il ritardo dei pagamenti degli stipendi dei lavoratori della legge 15 del Comune di Reggio Calabria.

Quindi su più fronti si è costretti non abbassare la guardia. E non lo faremo. Ma è al quanto paradossale che Comune di Reggio Calabria e Regione Calabria sostengano questa sacrosanta iniziativa di protesta a sostegno degli lsu/lpu e quindi delle loro famiglie, e al contempo, con un rimpallo di decisioni tra uffici regionali, ritardino i pagamenti ai quali gli uffici competenti (Comune e Regione) sono deputati.

Il ritardo del mandato di pagamento rischia inoltre di non far arrivare gli emolumenti entro il 25 dicembre, e dunque i lavoratori della legge 15 potrebbero non percepire le mensilità di novembre e dicembre entro il periodo natalizio. Una proposta che andasse incontro a queste legittime istanze, potrebbe essere avanzata dal Comune; e nella fattispecie potrebbe essere quella di anticipare le somme dovute ai lavoratori.

Di per sé, è grave il ritardo dell’erogazione di stipendi, ma in un periodo di assoluta eccezionalità sociale, come il periodo natalizio, il fatto avrebbe dei connotati ancor più gravi. Pubblicamente chiediamo l’intervento del Presidente Oliverio e del Sindaco Falcomatà affinché intercedano con i dirigenti e i funzionari un po’ troppo macchinosi su questioni che riguardano la dignità umana, ancor prima che il rispetto professionale.

Reggio Calabria 05/12/2018

Assemblea con il personale dei VVF di Reggio Calabria. Perrone e Mannone: “Il Corpo dei VVF garante di sicurezza, prossimità e soccorso. Và tutelato e rilanciato.”

La Cisl ha promosso un’assemblea del personale del Comando provinciale VVF di Reggio Calabria. Si è discusso di contratto specificità, modifiche dell’ordinamento e problematiche locali, con Rosi Perrone – Segretario generale UST Cisl RC, Pompeo Mannone – Segretario Nazionale FNS Cisl, Filippo Vilasi – Segretario regionale FNS Cisl, Giuseppe Roda’ – Segretario provinciale FNS Cisl e Nino Stilo rappresentante territoriale FNS Cisl.

La presenza di Mannone a Reggio Calabria, fa seguito alla manifestazione nazionale del 15 novembre, nella quale il sindacato nazionale ha avanzato le proposte al Parlamento per mettere sul tavolo alcune criticità che riguardano il comparto dei Vigili del fuoco, tra questi quello dell’equiparazione contributiva e previdenziale rispetto alle altre forze dell’ordine. Differenze inaccettabili per il Segretario nazionale FNS, che ha ribadito anche l’esigenza di ridiscutere i rinnovi contrattuali, le cui risorse previste nella nuova legge di bilancio, sono assolutamente insufficienti. Anche il tema della carenza degli organici è stata al centro della discussione nell’assemblea odierna. Mannone ha fatto diretto riferimento al principio di prossimità che riguarda il servizio dei VVF, “valore inestimabile per la comunità, in quanto si corre il rischio che alcuni cittadini non vengano coperti dagli interventi di soccorso in tempi reali, e quindi abbandonati a sé stessi.”

Rosi Perrone, che ha fatto gli onori di casa, ha evidenziato il valore straordinario del corpo dei Vigili del fuoco, “Voi garantite sicurezza e prossimità. Il vostro valore e la vostra divisa sono un patrimonio nazionale riconosciuto da tutti. Adesso il comparto ha bisogno di atti concreti. E questo governo non può tergiversare. Per questo sarò sempre al vostro fianco, e insieme a i segretari FNS Cisl, lavoreremo per avere riconosciuta la dignità che il Corpo dei Vigili del Fuoco merita.”

Vilasi (Segretario regionale FNS) chiede a gran voce “l’istituzione del polo fluviale di scalea, da qui di aggancia e lamenta la gestione del settore formazione, chiedendo anche di sollecitare la formazione di nuovi istruttori e il censimento di quelli attivi sul territorio. Sollecita l’istituzione del nucleo elicotteri regionale e incalza sul potenziamento del dispositivo di soccorso regionale, ricordando al segretario generale nazionale che fra i primi atti dall’insediamento del nuovo direttore la Cisl regionale ha chiesto, dando seguito a sollecitazioni dal territorio regino, un incontro per la valutazione di eventuali nuove sedi VVF distaccate. Conclude lamentando la pessima gestione dei centri di spesa, che invece di snellire le procedure, le ingessa portando il settore acquisti alla paralisi”.

Mentre Rodà e Stilo (FNS territoriale) ricordano al personale i risultati ottenuti dal dialogo col vecchio comandante, fra tutti la riorganizzazione del presidio di San Ferdinando, partito con la gestione dello stesso con sole tre unità di personale e in un “polilogistico”(camper) vecchio di 30 anni, e oggi divenuto grazie alla sinergia fra organizzazioni sindacali e amministrazione, una postazione di riferimento per tutte le forza dell’ordine. “C’è da sottolineare invece – continuano Stilo e Rodà – l’incomunicabilità con il dirigente attuale, comandante reggente e direttore regionale, che non ha intrapreso alcun tipo di dialogo con le OO. SS. disattendendo anche gli impegni presi sull’ avvio della mobilità”.

Infine, i rappresentanti territoriali FNS, hanno sollecitato Mannone circa l’invio di un dirigente superiore per il comando di Reggio Calabria, che per la sua importanza e complessità non può andare avanti con un “Reggente”. Stilo ha fortemente rimarcato l’importanza dell’unità sindacale, affermando che “per alcuni aspetti importanti, la non unitarietà corrisponde a personalismi, perché se si combatte per il bene comune si dovrà pur convergere su alcuni aspetti centrali per la funzionalità del corpo dei Vigili del fuoco”.

Al Segretario nazionale FNS, Pompeo Mannone sono state affidate le conclusioni, “Sono qui per sentire il punto di vista di chi con passione vive il servizio e si assume costantemente delle responsabilità importanti. Quello dei VVF è un corpo che ha dovuto affrontare sempre percorsi in salita. Tutti i Governi che si succedono alla guida del Paese, hanno sottovalutato l’essenza e il valore dei Vigili del fuoco. Voi rappresentate l’unica struttura statale, l’unica istituzione che fa soccorso, per questo deve assolutamente rafforzata con assunzioni, investimenti e risorse. Abbiamo sempre lavorato per questo e continueremo a farlo. Insieme.”

 

Reggio Calabria, lì 22/11/2018                Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

Cisl Reggio Calabria e coordinamento donne Cisl: “Sulla violenza di genere tenere sempre alta la guardia”

La violenza di genere trova spazio laddove una cultura subdola spinge una fetta di comunità a tacere e fingere che non ci sia alcun problema col sessismo nella nostra società. Non si tratta di un problema che riguarda pochi ma una questione che dovrebbe impegnare, politicamente e socialmente, tutti. Non già perché l’ONU ci ricorda che il 25 novembre è considerata come la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma perché si tratta di un fenomeno che si propaga, per la stragrande maggioranza dei casi, con episodi mai denunciati, e di conseguenza con un altissimo valore sommerso che non può essere indagato. E quando parliamo di volenza di genere ci riferiamo ad ogni gesto di violenza fondato, che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce e la coercizione o addirittura la privazione arbitraria della libertà. Per costruire una nuova cultura servono modelli, leggi, educazione e soprattutto protezione. I centri antiviolenza sono pochi e spesso brancolano nel buio di una legislazione fatiscente in materia. Abbiamo accolto positivamente per questo, la notizia della formalizzazione di un osservatorio regionale sulla volenza di genere. Occorre che venga riempito di attività, contenuti e fondi; e siamo certi che non mancherà l’input del suo coordinatore Mario Nasone e della rete costruita in merito Accanto a questo occorre la capacità istituzionale e associativa di saper fare rete, per scardinare omertà e paura, soprattutto quando ci si trova di fronte a situazioni di violenza nel nucleo familiare. La violenza di genere e intra-familiare infatti è molto diffusa, a volte in contesti familiari insospettabili e rimane spesso impunita e sconosciuta, salvo la sua manifestazione più cruenta raccontata dalle cronache. Il nostro auspicio è che il problema educativo e della sensibilizzazione non venga declinato solo ed esclusivamente al genere maschile. Anche le donne devono avere la responsabilità e la capacità di essere ‘collante’ tra agenzie educative e vittime di un disagio che fa registrare numeri allarmanti, anche a Reggio Calabria. Le istituzioni investano in politiche mirate e risorse economiche, per rafforzare i centri antiviolenza e l’Osservatorio regionale – strumento efficace di monitoraggio e studio – e noi faremo la nostra parte per mettere assieme tutte le parti sociali affinché per la prima volta, si lavori in sinergia rispetto ad un fenomeno che riguarda la quotidianità e la prossimità di chi ci sta accanto.

Nausica Sbarra – Coordinatrice donne Cisl Rc

Rosi Perrone – Segretario generale UST Cisl Rc

 

Reggio Calabria, lì 20/11/2018   Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio

Rosi Perrone: “Incomprensibile la paralisi politica su Porto di Gioia Tauro e ZES”

A distanza di mesi dagli annunci con tromboni spiegati da parte di Regione e Città Metropolitana, nulla sembra muoversi in direzione della ZES di Gioia Tauro. L’area economica speciale sembra non avere una ricaduta nel tessuto commerciale ed occupazionale del Porto della Piana e dei territori limitrofi. Sembra un’istituzione impalpabile, strutturalmente e soprattutto politicamente.

Nessuna concreta attivazione di un piano di sviluppo, e la mancanza del riconoscimento delle deleghe alla Metrocity da parte della Regione Calabria, collocano il Porto in una fase di stallo, che si contraddice palesemente con i proclami della politica su un tema che ad oggi appare violentato – è lecito domandarsi, per fini elettoralistici? –

Un tema che invece urge essere affrontato con la serietà degna di una classe dirigente all’altezza del mandato affidato dai cittadini, della Piana di Gioia Tauro in particolar modo, della metrocity e della Regione Calabria in senso più ampio. Al netto di due bellissime realtà che si muovono in controtendenza ad una sorta di apoplessia istituzionale  – come BLG Logistics, i cui i vertici della società tedesca hanno già illustrato il proprio piano di sviluppo intorno allo scalo portuale calabrese incentivando indotto e livello occupazionale, e Pippo Callipo, il quale ha deciso di investire sul Porto, prendendo in gestione un capannone di oltre 5 mila metri quadrati, con annesse aree esterne per l’immagazzinamento e lo stoccaggio della sua produzione prima di essere sdoganato – il Porto di Gioia Tauro viene completamente svilito nella sua naturale vocazione di perno geopolitico e strategico del Mediterraneo e quindi dell’Europa.

La Zes sembra essere un acronimo ‘freddo’ e senza reali prospettive. I mercati internazionali sono positivamente in fermento ma il nostro volano economico e commerciale è fuori dai flussi della Via della Seta. Non si riesce ad essere competitivi perché il management non riesce a guardare al futuro e perché non riesce ad attrarre investimenti reali. L’autorità portuale fino a quando resterà commissariata? Nulla da eccepire nel merito, al comandante Agostinelli, ma le fasi di commissariamento sono contingentate a periodi di crisi o periodi emergenziali, ma, per un pieno e assoluto sviluppo dell’attività di gestione occorre una guida che non lavori in regime di commissariamento. Ed in questo percorso istituzionale dovrebbero giocare un ruolo fondamentale Oliverio e Falcomatà. Dovrebbero aprire un tavolo con il Governo e convocando anche le parti sociali e le PMI discutere una strategia condivisa e che porti fuori dal ristagno l’ attività del Porto e la conseguente politica di gestione relativa alla Zes. Ma non si riesce a capire come mai ancora le deleghe non siano state assegnate alla Metrocity e ancora di più, non ci si capacita sul perché il Sindaco Falcomatà non alzi il livello della discussione, dopo mesi, per un ‘passaggio di consegne’ istituzionale, fondamentale per l’ente intermedio…e certo, non può bastare una voce sibillina, proveniente da un convegno in Valle d’Aosta, come richiesta al Presidente Oliverio, il quale sembra non volersi decidere ad assegnare le deleghe. Eppure Oliverio e Falcomatà appartengono allo stesso schieramento politico. Questa staticità ci preoccupa e non ci lascia tranquilli. La misura è colma. Quattro anni di amministrazione dovevano essere sufficienti per rilanciare il Porto di Gioia Tauro e,  ad oggi, rendere ‘attuativa’ la Zes .Se non si avranno risposte a breve, saranno conseguenziali azioni e manifestazioni forti  e d ‘ impatto  per sollecitare Regione e Città Metropolitana ad una presa di posizione netta e risolutiva.

Reggio Calabria, lì 18/11/2018    Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

Rosi Perrone: “La politica abbia coraggio: resti fuori dalla sanità”

Discussa una proposta unitaria per la finanziaria 2019 e una politica socio-sanitaria per la Metrocity.

Si è tenuto nella sede provinciale della Cisl, un incontro per approfondire temi socio-sanitari inerenti alla città metropolitana; quest’ ultimi trattati e discussi attraverso un importante contributo della segretaria regionale CISL politiche socio-sanitarie, Rosaria Miletta, e per discutere la proposta unitaria nazionale per la legge di bilancio del 2019. Un confronto aperto al dibattito per capire meglio la struttura istituzionale e burocratica del sistema sanitario nazionale, e dunque per comprendere criticità e specificità dell’apparato regionale e locale. Si sono gettate le basi per una nuova e più ragionevole visione sulla politica socio-sanitaria da proporre o da sollecitare, al tavolo di contrattazione con il management e l’organismo commissariale della sanità reggina. Una buona sanità avrebbe certamente ricadute positive sul territorio. Non solo in termini di servizi, ma anche dal punto di vista economico ed occupazionale, una buona gestione e soprattutto un’efficiente politica socio-sanitaria potrebbe contribuire a far uscire dalle secche il tessuto sociale della città Metropolitana. Rosi Perrone è convinta che la ricetta – con alte dosi di coraggio – sia a portata di mano: “La politica dovrebbe restare fuori dalla sanità”.

Proprio Rosi Perrone, Segretaria generale UST CISL si è poi soffermata per grandi linee, sulla proposta unitaria, relativa alla finanziaria 2019 che non ha convinto le tre sigle sindacali. Una manovra – attenzionata in alcuni punti durante la giornata di approfondimento voluta dalla CISL di Reggio Calabria – nata senza un confronto con le parti sociali e che non ha tenuto conto delle vere esigenze di crescita del sistema Paese. Al netto di una considerazione diffusa che ha riguardato l’approccio istituzionale ed economico con l’Europa – pilastro fondamentale e soprattutto imprescindibile per la democrazia e per la pace tra gli Stati – si è evidenziato che così com’è, l’Unione europea non va bene. Va’ cambiata e occorre che essa faccia scelte diverse. Meno austerità e più crescita, è questa la strada da seguire. C’è la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione Europea dei Sindacati, affinché vi sia un reale superamento di politiche restrittive che in Italia, come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile. La manovra – secondo CGIL, CISL e UIL non valorizza investimenti importanti, ma riguarda la spesa corrente, e soprattutto per quanto concerne il Sud, necessita che gli venga riconosciuto il valore strategico di collegamento geopolitico ed economico tra Europa e Mediterraneo.

Un passaggio importante Perrone lo ha dedicato al reddito di cittadinanza, ribadendo cautela nel caso in cui dovesse creare mero assistenzialismo. Ma secondo a proposta, c’è una reale e concreta apertura a trovare strumenti alternativi e risolutivi che possano essere utilizzati come arma contro la povertà. L’avvio del REI (Reddito di inclusione) ha rappresentato un evento molto importante per il nostro Paese che si è finalmente dotato di una misura nazionale, strutturale ed organica di contrasto alla povertà. L’esperienza del REI non può essere disperso anzi deve essere confermata e rafforzata per il suo valore di inclusione anche nell’annunciato reddito di cittadinanza di cui oggi non si conoscono le caratteristiche.

“Il Governo deve assolutamente confrontarsi con i corpi intermedi – ribadisce Perrone – e deve operare secondo un principio di democrazia partecipata. Deve allontanarsi dall’ imbuto virtuale dentro al quale si è infilato. Lo deve per dettame costituzionale, Palazzo Chigi deve dialogare con le rappresentanze; e questa forma di isolamento nuoce all’intero Paese.” E ancora – “Vogliamo capire meglio la quota 100 per quanto riguarda il sistema previdenziale e vogliamo mettere sostenere una forma di pensione contributiva di garanzia per i giovani”. Chiosa Rosi Perrone: “Insomma, mentre negli altri Paesi europei, i giovani e il loro futuro, grandi opere e gli investimenti in innovazione, ricerca, tecnologia e robotica sono in cima alle priorità di governo, questo esecutivo mira a soffocare il progetto TAV; ha cercato di farlo con il TAP e non punta alle reali leve di sviluppo che potrebbero rilanciare l’Italia come quello delle infrastrutture e lavoro”.

E’ in programma per la fine del mese un’assemblea unitaria CGIL, CISL e UIL.

 

Reggio Calabria, lì 09/11/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

CISL: Esecutivo Ust, sul tavolo emergenza Sanità e altri temi sferzanti

Si sono svolti ieri presso la sede UST di Reggio Calabria i lavori del comitato esecutivo CISL, guidato da Rosi Perrone, e al quale hanno preso parte i segretari generali di federazione ed i presidenti delle associazioni e del sistema servizi. Sono state tracciate le linee guida rispetto all’azione sindacale da intraprendere, su un tema che non ha mai superato lo status emergenziale al quale è stato relegato, per anni, da management e politiche miopi. Lo scopo dell’esecutivo della Cisl Metropolitana è quello di non abbassare la guardia su un aspetto troppo importante e di straordinario valore per la vita di tutti i giorni dei cittadini reggini. Dopo l’annuncio della costituzione di una ‘Task Force’ socio-sanitaria con i segretari generali di federazione, venerdì si è avviata una programmazione di interventi ed iniziative, mirata a sollecitare il commissario dell’Asp e soprattutto l’apparato dirigente, responsabile delle scelte strategiche nel campo sanitario. Non si può navigare a vista in un mare colmo di ostacoli e criticità – il messaggio unanime dell’esecutivo.  Dal disagio relativo alla questione delle strutture psichiatriche, agli ospedali spoke di Locri e Polistena, al progetto ancora embrionale dell’ospedale della Piana, alla Casa della salute di Scilla e di Siderno, per non parlare delle difficoltà che lambiscono anche il grande Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Sbloccare il piano assunzioni e dare strumenti validi per poter operare con serenità al comparto sanitario. Mettere fine all’emergenza precari. Avviare infine, i lavori per la costruzione delle opere ospedaliere, per incentivare il livello occupazionale e soprattutto l’edilizia sanitaria. Rendere efficienti le strutture territoriali già esistenti per non rendere periferici anche i disagi e i bisogni di chi vive in provincia e ha oggettive difficoltà di mobilità urbana. Valorizzare e mettere al servizio dei cittadini metropolitani una sanità di qualità che valorizzi il sistema pubblico/privato Rosi Perrone è stata categorica: occorre invertire la rotta su queste questioni e su tutte quelle che ingessano e paralizzano l’apparato sanitario dell’intera area metropolitana. Per l’esecutivo UST CISL, il tempo delle parole si è esaurito, adesso ci si aspetta un piano di interventi risolutivi ed efficaci che la Cisl metropolitana perseguirà e monitorerà, mettendo in campo nel breve periodo, iniziative pubbliche di protesta legate alle reali esigenze che provengono dalla sanità metropolitana. Ma non solo sanità sul tavolo del direttivo anche tanti temi scottanti, edilizia scolastica, infrastrutture, forestali, precariato e futuro dei lavoratori ex lsu/lpu, lavoro e Città Metropolitana, la quale non ha ancora, incredibilmente, ricevuto le deleghe dalla Regione. Evidentemente, la Metrocity non ha ancora assunto la consapevolezza delle proprie potenzialità – questo è ciò che emerge dal direttivo metropolitano. Non è ancora riuscita a strutturare una ‘visione di insieme’, circa gli investimenti necessari al lancio della Zes, e soprattutto sulle prerogative che la metrocity dovrebbe avere nell’ Area dello Stretto come trait d’union tra Europa e Mediterraneo, ambito nel quale trova la sua collocazione naturale il Porto di Gioia Tauro, principale trashipment e snodo imprescindibile di sviluppo. La metrocity di Reggio Calabria che ha una posizione geografica strategica dunque al centro di un programma di ripresa del territorio e della Calabria. Temi sensibili e di straordinaria attualità all’ordine del giorno del comitato esecutivo Cisl che si sono incastonati perfettamente nella proposta unitaria Cgil Cisl Uil nazionale per la legge di bilancio 2019, il cui contenuto legato ai temi emergenziali territoriali sarà oggetto di dibattito durante le assemblee che si terranno sui luoghi di lavoro nei prossimi giorni.

 

Reggio Calabria, lì 28/10/2018      Ufficio Stampa Ust-CISL Reggio Calabria

COMUNICATO ANOLF CISL REGGIO CALABRIA

Conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa”, stipulato tra: l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, l’ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Reggio Calabria ed ANOLF (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere) di Messina.

 

Si terrà lunedì 22 ottobre alle ore 9.00, presso la sala conferenze dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” in Reggio Calabria, la conferenza stampa di presentazione e firma del “Protocollo d’Intesa” stipulato tra l’Ateneo, nella persona del Magnifico Rettore Salvatore Berlingò, l’Anolf di Reggio Calabria, rappresentata dal Presidente Mohamed El Ghouazi e l’Anolf di Messina, nella persona del Presidente Avv. Carlo Mastroeni.

Il Protocollo di durata triennale, sancisce l’impegno delle parti in merito alla promozione, lo sviluppo, la progettazione locale e/o internazionale ed il consolidamento di iniziative volte alla realizzazione della “Cittadella dell’Immigrazione”, centro multifunzione destinato all’accoglienza, la formazione culturale, l’assistenza medica, fiscale e sociale dei soggetti definiti “vulnerabili”, con l’ausilio dell’osservatorio per le politiche dell’immigrazione e per le politiche sociali, che sarà presente nel centro di cui sopra.

L’accordo tra l’Università e le strutture Anolf, da sempre impegnate nella tutela dei diritti degli immigrati e nel supporto del loro percorso d’integrazione, si pone nel solco della continuità e di una sempre maggiore comunione d’intenti per il conseguimento delle proprie finalità, alla luce delle precedenti fruttuose collaborazioni.